Il Congresso americano ha certificato la vittoria di Biden. Trump assicura una transizione "ordinata"

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AGI - Il Congresso Usa presieduto dal vicepresidente Mike Pence ha certificato la vittoria del presidente eletto Joe Biden, che ha avuto 306 voti dei grandi elettori contro i 232 ottenuti da Donald Trump.

Il presidente uscente ha assicurato in una dichiarazione che il trasferimento di poteri sarà "ordinato".  "Anche se sono completamente in disaccordo con il risultato delle elezioni, e i fatti lo confermano" ha detto, "ci sarà una transizione ordinata il 20 gennaio".

Dopo però ha aggiunto che la certificazione della vittoria di Biden rappresenta "la fine del più grande mandato della storia presidenziale, ma è solo l'inizio della nostra lotta per rendere l'America di nuovo grande". 

Con il conteggio dei voti del Vermont (3 voti per Biden) i voti hanno superato la maggioranza richiesta di 270 confermando il presidente Biden e la vicepresidente Kamala Harris alla Casa Bianca.

"L'annuncio del risultato del voto da parte del presidente del Senato deve essere considerato come sufficiente proclamazione delle persone elette presidente e vicepresidente degli Stati Uniti, con mandato a partire dal 20 gennaio 2021", ha dichiarato Pence dopo la certificazione del voto al Congresso. "Ora toniamo al lavoro", ha aggiunto il vicepresidente Usa.

La certificazione avviene dopo l'attacco di ieri alla sede del Congresso a Capitol Hill da parte di un gruppo di sostenitori di Donald Trump, per cercare di ostacolare i lavori degli eletti. Normalmente, la certificazione da parte delle due Camere in sessione congiunta è considerata un passaggio di routine della transizione fra un presidente e l'altro; ma quest'anno la procedura ha assunto una particolare rilevanza dopo le proteste del presidente uscente e il suo mancato riconoscimento della sconfitta elettorale.

Ieri lo stesso Trump si era rivolto ai suoi sostenitori più agguerriti, riuniti a Washington per fare pressioni sulle camere, e dopo il suo comizio c'è stato l'attacco al Congresso.

Respinte le mozioni contro i risultati elettorali in Arizona e Pennsylvania

Il Senato e la Camera dei Rappresentanti statunitense hanno bocciato l'obiezione rispetto all'assegnazione dei grandi elettori dell'Arizona a Joe Biden.

Al Senato la mozione è stata affondata con 93 no e 6 si, mentre alla Camera è stata respinta con 303 no e 122 si.

Successivamente sia il Senato che la Camera degli Usa, in due votazioni distinte, hanno bocciato ad ampia maggioranza anche l'obiezione presentata da alcuni eletti repubblicani sui risultati delle elezioni presidenziali in Pennsylvania.

Dopo che il Senato aveva bocciato l'obiezione sui risultati elettorali in Pennsylvania con 92 voti contro 7, il risultato alla Camera ha visto vincere il no all'obiezione con 282 deputati contro 138.

Ora il Congresso torna a riunirsi in plenaria per continuare il conto dei voti nei singoli stati in ordine alfabetico: dopo la Pennsylvania ne restano 12.

Non è previsto che ci siano ulteriori intoppi verso la conclusione del conteggio dei voti; ci si attende un'obiezione della Camera sul risultato in Wisconsin, ma non dovrebbe disporre dell'appoggio di almeno un senatore come previsto perché si proceda alla discussione.

Il bilancio dell'assalto al Capitol Hill è di 4 morti

Quattro persone hanno perso la vita nelle proteste a Capitol Hill dei sostenitori di Donald Trump contro la certificazione della vittoria di Joe Biden. Lo ha reso noto la polizia di Washington Dc.

Il capo della polizia metropolitana di Washington Dc, Robert J. Contee, ha precisato che gli arresti sono stati 52 e che hanno partecipato alle marcia di Washington "Save America" circa 45.000 persone.

Tra le  quattro vittime c'è anche la donna raggiunta da un colpo di pistola al petto a Capitol Hill. Si tratta di  una sostenitrice di Donald Trump,  Ashli Babbit. Lo ha confermato la famiglia.

La polizia ha confermato che sono stati rinvenuti ordigni esplosivi davanti al quartier generale sia del Dnc (Democratic National Convention) e sia dell'Rnc (Republican National Convention).

È stato inoltre individuato un veicolo vicino al Congresso con un fucile e molotov.

Intanto la sindaca di Washington D.C, Muriel Bowser, ha deciso di estendere lo stato di emergenza, compreso quindi il coprifuoco serale, proclamato alle 18 di ieri dopo l'assalto al Capitol Hill da parte di un gruppo di sostenitori del presidente uscente Donald Trump per 15 giorni, ovvero fino al giorno dopo l'"inauguration day" in cui il presidente eletto Joe Biden si insedierà alla Casa Bianca.

"Le proteste di oggi sono degenerate nella violenza - ha detto Bowser - molti dei manifestanti sono arrivati armati e con l'obiettivo di compiere atti di violenza, utilizzando sostanze irritanti, mattoni, bottiglie ma anche armi da fuoco. Hanno violato la sicurezza del Campidoglio per interrompere la procedura di certificazione dei risultati elettorali".

Anche nei prossimi 15 giorni, quindi, nella capitale Usa sarà vietato uscire di casa dopo le 18.

L'ironia della Cina

La Cina ha auspicato un "ritorno all'ordine" negli Stati Uniti e ha criticato con sarcasmo i media per la copertura degli eventi di ieri, tracciando un parallelo tra la situazione a Washington e le manifestazioni pro-democrazia ad Hong Kong.

Questa volta, ha detto il portavoce del ministero degli Affari esteri, Hua Chunying, "la reazione di alcune persone negli Stati Uniti, compresi alcuni media, è completamente diversa", ha detto. "All'epoca, quando hanno descritto i manifestanti violenti a Hong Kong, quali parole hanno usato? 'Un bellissimo spettacolo", ha ironizzato il portavoce. "Crediamo che gli americani desiderino sicurezza e tranquillità e speriamo che possano il prima possibile tornare a godere di pace, stabilità e sicurezza", ha dichiarato la portavoce.