Il consorzio del Prosecco Doc festeggia 10 anni di successi -2-

Red/Apa

Roma, 19 nov. (askanews) - A fare la parte del leone sul fronte dei Paesi di sbocco, in particolare, la Gran Bretagna che copre quasi il 28,7% della quota export, seguita da Stati Uniti (22,5%), Germania (11,9%) e Francia (5,2%). Guardando invece al mercato interno, il Nord Ovest registra quota 37%, il Nord Est 30%, il Centro 19%, mentre il rimanente 14% spetta al Sud e alle Isole. Il tutto grazie a un sistema che lavora su 24.450 ettari vitati e che conta 11.102 aziende produttrici, 1.211 aziende vinificatrici e 348 case spumantistiche situate in 9 provincie tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Da Londra a Montréal, da San Pietroburgo a New York, da Amburgo a Pechino, il Prosecco DOC incarna tutta la freschezza, l'eleganza e il dinamismo dello stile di vita italiano nel mondo. Una risonanza globale frutto della capacità del Consorzio di saper conciliare la visione internazionale con il profondo legame con il proprio territorio di origine, che si traduce in: sforzo continuo sull'innovazione del prodotto e dei suoi sistemi di coltura e vinificazione, all'insegna della qualità; coesione e unione d'intenti tra produttori; impegno costante e crescente per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Non a caso, il Consorzio di Tutela della DOC Prosecco sostiene e promuove le produzioni con certificazione ambientale quali il biologico e quella integrata (SQNPI.) e mira all'ambizioso obiettivo della certificazione territoriale per la denominazione grazie allo standard Equalitas unico nel suo genere. Al fine di incrementare la bellezza e la biodiversità della denominazione, viene inoltre promossa la costituzione di siepi e boschetti con il progetto Mosaico Verde, che ha già all'attivo, solo per gli impianti del 2018, 76,7 ha (stiamo parlando di una linea larga un metro e lunga ben 760 km.) di siepe certificati, che dovranno essere mantenuti.

"Alla luce di queste convinzioni - conclude Zanette - la celebrazione del nostro decennale non rappresenta solo un elogio del passato, ma anche e soprattutto uno stimolo a fare sempre meglio in futuro. Consideriamo infatti nostro preciso dovere garantire la 'durabilità' del successo del Prosecco DOC per trasmetterlo alle prossime generazioni, per continuare a lavorare per il bene comune e per tutelare la bellezza e la natura del territorio da cui nasce, senza il quale non esisterebbe. Non è un caso quindi che il francobollo celebrativo sia dedicato proprio alle terre venete e friulane".