Il controllo delle isole greche nello scontro tra Germania e Turchia

CEM OZDEL / AGENZIA ANADOLU / Agenzia Anadolu tramite AFP

AGI - Si è trasformato in un autentico duello la conferenza stampa congiunta a Istanbul dei ministri degli Esteri di Turchia e Germania, Mevlut Cavusoglu e Annalena Baerbock, alla sua prima visita nel Paese.

Prima di recarsi nella città sul Bosforo, Baerbock aveva visitato la Grecia, nel tentativo di ricomporre la frattura tra due membri della Nato che hanno visto le loro relazioni tornare a surriscaldarsi per via delle mire di Ankara sul Mediterraneo orientale.

Baerbock ha respinto le pretese turche su alcune isole greche nell'Egeo e ha puntato il dito sulla militarizzazione delle aree circostanti. "Le isole greche di Lesbo, Chio, Rodi e molte altre sono territori greci e nessuno ha il diritto di metterlo in dubbio", ha tuonato il ministro tedesco, "non possiamo risolvere i problemi del Mediterraneo Orientale aumentando le tensioni".

"Perchè stai coprendo le azioni illegali della tua Grecia?", ha risposto Cavusoglu. Baerbock non si è tirata indietro nemmeno nella critica all'annunciata operazione anticurda in Siria, affermando che "causerà solo più dolore alle persone" e ha chiesto la scarcerazione dell'oppositore Osman Kavala, condannato all'ergastolo con l'accusa di aver organizzato i moti di Gezi Park nel 2013.

"I diritti delle persone perseguitate dovrebbero essere protetti", ha asserito la leader verde. "Perchè stai menzionando Kavala? Perchè lo avete utilizzato. So che avete finanziato gli eventi di Gezi", è stata la risposta di Cavusoglu che ha espresso in modo esplicito il suo rimpianto per il precedente governo tedesco.

"Quando c'era Merkel, la posizione della Germania era equilibrata", ha affermato, "era in grado di fare mediazione". Non che per Baerbock sia stata semplice la visita in Grecia, dove il collega Nikos Dendias ha chiesto a Berlino di sospendere la joint venture con la Turchia per la produzione di sottomarini di nuova generazione che "minacciano", secondo il ministro ellenico, "di mutare l'equilibrio di forze nel Mediterraneo orientale".

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