Il "convinto" sostegno di Confindustria all'azione di Draghi

Silvia Inghirami
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AGI - Mario Draghi ha incassato l'adesione e il sostegno delle parti sociali. Imprese e sindacati hanno indicato al presidente incaricato le priorità e le richieste, riscontrando “grande disponibilità all'ascolto”. In particolare il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha dato il “più convinto sostegno all'azione” del premier incaricato, augurandosi che il futuro governo abbia un consenso "ampio e solido".

Sulla stessa linea anche l'Alleanza delle cooperative.     

Le altre associazioni di impresa hanno parlato di un incontro “proficuo e interessante” (Coldiretti) di “grande disponibilità” rispetto alle problematiche rappresentate, e di “grande attenzione” (Cna e Confartigianato), di ascolto e volontà di “dare risposte positive” (Confcommercio).

Il presidente della Confapi Maurizio Casasco ha spiegato che Draghi “ha preso appunti e ha chiesto di raccontargli i progetti e le idee".     

Cgil, Cisl e Uil hanno da parte loro espresso tutta la disponibilità "attraverso un rapporto concertativo" a dare il contributo al nuovo governo.

Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha apprezzato la “disponibilità al coinvolgimento" delle parti sociali, spiegando che il confronto proseguirà.

La leader della Cisl Annamaria Furlan ha rappresentato Draghi come “interessato all'ascolto delle priorità", consapevole che “il lavorare assieme è una straordinaria possibilità".   

 Anche sulla proroga del blocco dei licenziamenti e della cassa integrazione Covid, le principali richieste dei sindacati, il presidente incaricato “ha ascoltato”: “spero ci abbia ascoltato bene", ha rimarcato Furlan.

"Le carte sono rimaste coperte - ha dichiarato il segretario generale Uil Pierpaolo Bombardieri - Draghi ci ha ascoltato e non si è pronunciato. Le posizioni sono chiare, crediamo e speriamo che dopo si aprirà una discussione”.

Sul tavolo Landini ha posto anche lo spinoso tema dello ius soli: "Dobbiamo investire nei ragazzi di questo paese anche in quel milione di origine straniera che attende di vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana. Chiediamo lo ius soli che è il primo passo per una vera integrazione e inclusione". Nessun interlocutore ha quindi fatto intendere cosa Draghi abbia messo sul tavolo.

Bonomi ha espressamente dichiarato di non voler alimentare in alcun modo indiscrezioni su che cosa il presidente intenda fare.     

Solo Agrinsieme (che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari) ha riferito che l'ex capo della Bce ha “chiare le linee sulle quali impostarne la ripresa” e “intende puntare sull'agroalimentare quale volano per la crescita e lo sviluppo del Paese, privilegiando contributi mirati invece che sussidi a pioggia e dando una sensibile accelerata al lavoro sulle infrastrutture”.       

La Confesercenti ha assicurato che l'ex governatore della Banca d'Italia ha ben chiara l'importanza del turismo per l'economia italiana. Confapi ha ricordato che Draghi conosce benissimo i problemi delle imprese. L'Unioncamere ha fatto notare che semplificazione e lentezza della giustizia civile sono temi “attenzionati dal presidente”.

Il presidente dell'Abi Patuelli ha affermato che "Draghi si è dimostrato molto consapevole della problematica e della soluzione e quindi dei rischi dei crediti 'deteriorandi'”.

In una giornata intera di incontri, Draghi avrebbe quindi raccolto tutte le priorità indicate dal mondo produttivo. Ora si tratta di vedere alla presentazione del programma quali richieste saranno accolte e quali strade prenderà il confronto.