Il coornavirus colpisce anche il cervello con vuoti di memoria

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La nebbia cognitiva: la teorizza la biologa Gallavotti
La nebbia cognitiva: la teorizza la biologa Gallavotti

Il Covid può scatenare la “nebbia cognitiva” del cervello. È la tesi ribadita con fermezza da Barbara Gallavotti, biologa e ospite fisso della trasmissione Di Martedì condotta su La7 da Giovanni Floris. Secondo la dottoressa Gallavotti infatti Covid “può influire sulle nostre capacità mentali a medio e lungo termine. In molti, una volta guariti, lamentano una specie di nebbia e stanchezza mentale, sono i cosiddetti strascichi”. È la cosiddetta nebbia cognitiva, un effetto collaterale affatto trascurabile dell’azione del coronavirus sull’organismo umano.

Il Covid può scatenare la “nebbia cognitiva”

Ma di cosa si tratta nello specifico? Innanzitutto l’incidenza: l’esperta, che con le sue pubblicazioni aveva in un certo senso ‘anticipato’ alcuni scenari pandemici ribadisce che questo sintomo compare in una persona su venti. In più, che i soggetti maggiormente vulnerabili a questi strascichi mentali da Covid sono per lo più giovani, di un’età compresa fra i 18 ed i 50 anni. I sintomi specifici? Quelli si manifesterebbero a valle dalla guarigione vera e propria: difficoltà di concentrazione, problemi nel ricordare le cose ed affaticamento mentale in genere. Il tutto accompagnato da una stanchezza continua. La tempistica poi: questi effetti collaterali sono sia a breve che a medio e lungo termine, cioè non vanno via subito come una fastidiosa ma veloce coda della malattia vera e propria.

In chi si manifestano questi ulteriori sintomi

E c’è un dato in più: questa “nebbia mentale” tende a manifestarsi con maggiore incidenza proprio nei soggetti che hanno avuto un decorso lieve o comunque non massivo del coronavirus. Sono persone cioè che hanno accusato per lo più i sintomi esterni quali tosse, febbre, cefalea e difficoltà respiratorie moderate. Per usare un’immagine figurata è come se l’organismo, riuscendo a tenere a bada in maniera più ‘ferma’ i sintomi polmonari più gravi del Covid, compisse uno sforzo a cui paga pegno dopo sul fronte della prontezza mentale. In alcuni casi, come ha spiegato la dottoressa Gallavotti, le difficoltà a ricordare dati basici sono anche clamorose.

Il caso delle donna che non ricordava il cognome

Come ad esempio nel caso di una donna di Seattle che non riusciva più a ricordare addirittura il suo cognome. Il sunto delle affermazioni della biologa è quello per cui, nel caso di Covid, c’è il rischio che una guarigione completa non arrivi mai o arrivi molto più tardi della scomparsa dei sintomi principali.