Il copia-copia delle canzoni di Natale

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Renato Carosone e il suo sestetto. Da sinistra: Gegé di Giacomo (batteria), Tony Grottola (fiati), Gianni Tozzi (fiati), Raf Montrasio (chitarra), Piero Giorgetti (contrabbasso). In primo piano Renato Carosone (pianoforte) (Photo: (Archivio Bovi))
Renato Carosone e il suo sestetto. Da sinistra: Gegé di Giacomo (batteria), Tony Grottola (fiati), Gianni Tozzi (fiati), Raf Montrasio (chitarra), Piero Giorgetti (contrabbasso). In primo piano Renato Carosone (pianoforte) (Photo: (Archivio Bovi))

Renato Carosone fu il primo musicista italiano a profanare il Natale canterino. Tra mille carole e nenie, tra alberelli e luci, l’artista napoletano sistemò nel 1955 la sua bizzarra Mo vene Natale, un motivetto percussivo dal testo sorprendentemente sacrilego rispetto allo standard dell’epoca che monopolizzò radio e giradischi della penisola: “Mo vene Natale / Nun tengo denare / Me leggio ’o giurnale / E me vado a cuccà”.

Riscosse un successo straordinario che nel tempo ha indotto artisti meno geniali di Carosone a ritentare la fortuna depositando alla Società italiana degli autori ed editori brani diversi ma con lo stesso titolo: nell’archivio delle opere musicali della SIAE oggi si contano 7 Mo vene Natale, nonostante la norma di legge in proposito. “Il titolo serve proprio per differenziare un’opera dalle altre, se più opere sono identificate con lo stesso titolo si crea una confusione – spiega l’avvocato Giorgio Assumma, luminare del diritto d’autore che è stato presidente della SIAE – A ribellarsi all’uso di un titolo possono essere l’autore dell’opera originaria o i suoi parenti o i suoi eredi. E questa reazione può avvenire anche quando l’opera non è tutelata e quando è caduta in pubblico dominio perché essa continua ad esistere senza limitazioni di tempo”.

Le limitazioni in realtà esistono, perché più nessuno trova coraggio, pazienza e soldi per protestare affrontando vertenze giudiziarie che si stima possano durare oltre dieci anni. Di certo queste smagliature nell’archivio delle opere musicali della SIAE si dimostrano utili per monitorare lo stato della creatività nazionale: estro e originalità da una parte, pigrizia e furberie dall’altra.

Elaborazione grafica Ines Paolucci (Photo: Elaborazione grafica Ines Paolucci)
Elaborazione grafica Ines Paolucci (Photo: Elaborazione grafica Ines Paolucci)

La classifica delle feste canterine

Natale è l’evento capitale: la festività universalmente più ricordata anche nelle opere dell’ingegno musicali. I titoli delle canzoni italiane che citano il Natale sono 7060, contro 1668 Carnevale, 817 Pasqua, 281 Capodanno, 251 Ferragosto, 99 Epifania.

Gli evergreen sonori del periodo natalizio sono soprattutto d’importazione: è nata negli Stati Uniti la canzone Jingle Bells, composta nel 1857 da James Pierpont e interpretata da protagonisti assoluti della scena musicale come Louis Armstrong, Frank Sinatra, Ella Fitzgerald, il trio di tenori José Carreras, Placido Domingo, Luciano Pavarotti.

È americana anche White Christmas, composta da Irving Berlin e lanciata nel 1942 dalla voce di Bing Crosby: il disco più remunerativo nella storia del Natale con 50 milioni di singoli venduti nel mondo. Tradotta in italiano dal giornalista milanese Filippo Bellobuono (nome d’arte Filibello) Bianco Natale è stata incisa da tutti i nostri più importanti esecutori, da Adriano Celentano a Mina, da Claudio Villa a Cristina D’Avena, da Irene Grandi a Topo Gigio, anche se alcuni hanno preferito mantenere il testo in inglese come Zucchero, Andrea Bocelli, Laura Pausini e addirittura la bolognesissima Nilla Pizzi.

È di origini austriache Stille Nacht, scritta attorno al 1818 dal sacerdote Joseph Mohr con la musica di Franz Xaver Gruber. Anche l’autore del testo italiano, Astro del ciel confezionato nel 1937, era un sacerdote: don Angelo Meli insegnante nel seminario vescovile di Bergamo. La versione italiana di Stille Nacht è eccezionalmente piaciuta anche ad Andrea Bocelli, Laura Pausini, Zucchero e persino a Nilla Pizzi. Pure se non tutti hanno rispettato le parole di don Meli: la versione della Pizzi ha cambiato anche il titolo, da Astro del ciel a Notte Silente. Questo perché più si apportano modifiche all’originale più si arrotondano i profitti della nuova esecuzione.

I diritti di Sant’Alfonso

Funziona così. Quando si vuole utilizzare un motivo già pubblicato andrebbe richiesta l’autorizzazione di tutti gli aventi diritto dello sfruttamento economico. Nel caso di opere tradizionali e di pubblico dominio, perché trascorsi 70 anni dalla scomparsa degli autori, ci si dovrebbe affidare al giudizio della commissione dell’ente che amministra il copyright – alla SIAE si chiama Comitato elaborazioni della divisione musica – deputata ad analizzare il nuovo lavoro e stabilire il valore dell’intervento creativo rispetto all’opera elaborata.

È la ragione che spiega il deposito alla Società italiana degli autori ed editori di 2720 Jingle Bells, 502 Stille Nacht, 141 White Christmas, molte delle quali in verità mai sottoposte al giudizio dei commissari SIAE.

Anzi non di rado, piuttosto che citare l’opera e gli autori elaborati, nel deposito gli elaboratori finiscono con l’essere citati come compositori e autori originali. Per rendersene conto basta verificare i 153 depositi di Tu scendi dalle stelle, il canto natalizio italiano più popolare. La maggioranza cita l’elaborazione del brano composto nel 1754 dal prelato napoletano Alfonso Maria de’ Liguori, proclamato santo nel 1950 da Pio XII. Ma sono numerosi i Tu scendi dalle stelle che portano le firme di compositori e autori indicati come originali, anche in depositi confermati da editori prestigiosi come Ricordi e Curci, o con radicata esperienza in materia di canonizzazioni come Multimedia San Paolo.

La mescolanza tra “Compositore Originale” e “Elaboratore Opere” nei depositi SIAE di Tu scendi dalle stelle (Photo: La mescolanza tra “Compositore Originale” e “Elaboratore Opere” nei depositi SIAE di Tu scendi dalle stelle)
La mescolanza tra “Compositore Originale” e “Elaboratore Opere” nei depositi SIAE di Tu scendi dalle stelle (Photo: La mescolanza tra “Compositore Originale” e “Elaboratore Opere” nei depositi SIAE di Tu scendi dalle stelle)

Illuminante l’esempio di Amore per Natale, brano inciso da Iva Zanicchi nel 1973: sull’etichetta è puntualizzata l’elaborazione di Tu scendi dalle stelle affidata al maestro Ezio Leoni e al paroliere Paolo Limiti. Eppure in due diversi depositi SIAE Leoni e Limiti compaiono come compositore e autore originali dell’opera. Svista o stratagemma?

I due depositi SIAE per la canzone Amore per Natale (Tu scendi dalle stelle) (Photo: I due depositi SIAE per la canzone Amore per Natale (Tu scendi dalle stelle))
I due depositi SIAE per la canzone Amore per Natale (Tu scendi dalle stelle) (Photo: I due depositi SIAE per la canzone Amore per Natale (Tu scendi dalle stelle))

Tra alberi e palle

Il discorso vale per i 37 Albero di Natale, a volte elaborazioni del canto tradizionale tedesco O Tannenbaum, a volte motivi nuovi sotto a un titolo vecchio. Anche nelle canzoni davvero originali accade di frequente che i titoli difettino d’inventiva. Francesco De Gregori nel 1978 intitolò semplicemente Natale il lato b della memorabile Generale.

Nell’archivio SIAE compaiono 4 Natale di neve e 4 Natale senza neve. Sono 7 i titoli Palle di Natale, ma per spezzare la noia è arrivato lo spumeggiante Amo le palle…di Natale, firmato da Nicolò Valvano con Albino Barbero e Giovanni Manuzzi. Immancabili i titoli con riferimento a città, come Natale a Torino, Natale a Bologna, Natale a Rimini, categoria in cui svettano 5 Natale a Milano, superati da 6 Natale a Roma.

Ci sono gli atmosferici Freddo Natale (Antonio Laino), Caldo d’estate freddo a Natale (Dario Dee, pseudonimo di Dario Domenico Dipalo), e il più introspettivo Quel freddo ma caldo Natale (Simone Martino).

Il deposito SIAE di Natale senza regali (Photo: Il deposito SIAE di Natale senza regali)
Il deposito SIAE di Natale senza regali (Photo: Il deposito SIAE di Natale senza regali)

Niente regali per Mengoni e Meta

Buon Natale è presente in 762 titoli, con uno che almeno si distingue per discrezione: Buon Natale (se vuoi) scritto da Eros Ramazzotti con Francesco Bianconi e Giuseppe Rinaldi su musica di Claudio Guidetti e Gary Kemp, già polistrumentista degli Spandau Ballet.

Sono 55 i titoli che contengono le parole Santo Natale, ma non ha doppioni quello ideato da Giampatrizio Nettuno che si estende su 48 ore: Natale e…Santo Stefano. Basta un po’ di fantasia. E c’è chi si è allargato ad oltranza: Da Natale a Pasqua (Sylvano Bussotti); poi c’è il titolo con riferimento turistico Natale all’Isola di Pasqua (Giannantonio Mutto e Raffaella Benetti), c’è il titolo apodittico A Natale si è più buoni che a Pasqua (Lorenzo Lucci), ci sono l’insaziabile Un Natale non mi basta (Stefano Pallotta), l’esaudito Un Natale migliore non c’è (Roberto Cataudella) e il fiducioso Un Natale che non finirà (Ivana Spagna e Angelo Valsiglio) ; inoltre ci sono il devoto Senza di te non è Natale (Simone Segneri) e il materialistico Senza un regalo non è Natale (Pablo Meneguzzo e Simone Tomassini), mortificato da Natale senza regali (Marco Mengoni e Ermal Meta), a sua volta in sintonia finanziaria con È Natale ma io non ci sto dentro (J-Ax, pseudonimo di Alessandro Aleotti, e Franco Godi).

Il negazionista Clem Sacco

Meno insolito La vigilia di Natale (Brunori Sas, pseudonimo di Dario Brunori) ultimo di 10 titoli gemelli, dai quali prende nettamente le distanze La vigilia di Natale dell’impiegato postale (Alessio Dari). Più vivaci e unici Coriandoli a Natale, scritto da Gigi Restagno e Luca Ragagnin per i Subsonica e Natale allo zenzero composto e interpretato dal gruppo Elio e le Storie Tese. Delicatamente esclusivo A Natale puoi, brano-jingle ideato dal mago della pubblicità Francesco Vitaloni per la figlia Alice e rivisitato da Roberta Bonanno.

Non mancano i perplessi, come per la canzone È Natale ma non vale (Filadelfo Castro, Antonio Nocera, Stefano Longoni, Chiara Peduzzi) o quella dei Pooh E non serve che sia Natale (Roby Facchinetti e Stefano D’Orazio) e neppure i dichiaratamente maldisposti: Natale cane (Fabio Montelatici), Che brutto Natale (Felice Fiorillo), È Natale, ma chi se ne frega (Lorenzo Lombardi Dallamano).

Nel 1963 il protodemenziale del rock Clem Sacco (quello di Oh mama voglio l’uovo alla coque e di Baciami la venavaricosa) inaugurò la campagna negazionista con il brano Non è Natale. Finora l’hanno copiato in 5. A questi si è aggiunto il titolo perentorio e definitivo Il Natale non esiste (Federico Mattia Alfonsi, Leonardo Nicola Franco, Eva Stella Grezio De Filippis).

Clem Sacco, l’autobiografia (Photo: (Archivio Jamboree-Bovi))
Clem Sacco, l’autobiografia (Photo: (Archivio Jamboree-Bovi))

Fedez protegge Babbo Natale

Arriviamo inevitabilmente a Babbo Natale, presente in 391 titoli, superato dalla Befana che compare in 407. È vero che 14 canzoni s’intitolano comunemente Caro Babbo Natale, ma esistono anche titoli imprevisti come Babbo Natale nei guai (Umberto Guido Sacco), o inaspettatamente eccentrici come Babbo Natale è rosso ma non è comunista (Paolo Ortelli, Francesco Zarbano, Chilian Ciuffolo).

Dissolte le tenerezze si affaccia il titolo Caro Babbo Natale mi hai stufato (Michele Braga) che apre la strada alle ricusazioni: Babbo Natale non c’è (Gigi D’Alessio), Babbo Natale non c’è più (Roberto Boarini), fino al tassativo Babbo Natalenon esiste (Alessandro Amazzini, Simone Capurro, Roberto Ciardiello), dichiarazione altresì certificata dal nome dell’editore del brano: Investigation Music.

La risposta ai detrattori del dispensatore di regali con barba bianca e renne è affidata a Fedez (pseudonimo di Federico Leonardo Lucia), autore di una canzone dal titolo che sfida convenzioni e similitudini: Babbo Natale mi ha detto che i tuoi genitori non esistono. Magari è duro da credere, ma perlomeno è difficile copiarlo senza farsi accorgere.

Il deposito SIAE di Babbo Natale mi ha detto che i tuoi genitori non esistono (Photo: Il deposito SIAE di Babbo Natale mi ha detto che i tuoi genitori non esistono)
Il deposito SIAE di Babbo Natale mi ha detto che i tuoi genitori non esistono (Photo: Il deposito SIAE di Babbo Natale mi ha detto che i tuoi genitori non esistono)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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