Il coro contro Napoli "Vesuvio erutta, Tutta Napoli è distrutta" approda su Spotify

Vesuvio erutta su Spotify
Vesuvio erutta su Spotify

Il coro “Vesuvio erutta, tutta Napoli è distrutta” esce dagli stadi e spopola su Spotify, la nota app musicale in streaming. Si infiamma la polemica: fuori dagli stadi è discriminazione territoriale? Andiamo per gradi.

“Vesuvio erutta, tutta Napoli distrutta”: è polemica per il coro da stadio su Spotify

Il coro da stadio “Vesuvio erutta, tutta Napoli è distrutta” è diventato virale grazie ad alcuni video che circolavano su TikTok di pagine di tifoserie italiane e utenti palesemente fake. Nel giro di pochissimo tempo il becero coro è stato cantato ovunque, dagli stadi alle discoteche suscitando moltissime polemiche. L’utente Spotify Ultras United ha quindi deciso di caricarlo con una voce camuffata sulla piattaforma musicale ottenendo in pochissimo tempo molte visualizzazioni. Molti utenti hanno segnalato Spotify che, al momento, non ha ancora cancellato il video.

Come l’hanno presa i tifosi del Napoli?

I tifosi napoletani più caldi non hanno ancora detto nulla a tal proposito, anzi, in occasione della partita Fiorentina – Napoli che è finita 0 – 0, gli stessi partenopei hanno cantato dal settore ospiti “Vesuvio erutta, tutta Napoli è distrutta”. Molte pagine Ultras o pagine dedicate alla Serie A hanno parlato di “goliardia partenopea“.

Non è la prima volta che i tifosi del Napoli sono attaccati da altri ultras rivali che inneggiano all’eruzione del vesuvio. Stavolta però, con lo sbarco su Spotify, si può ancora parlare di goliardia e mero tifo da stadio o si tratta di razzismo?

Le parole di Ruotolo e De Giovanni

A tal proposito hanno commentato la vicenda il senatore Sandro Ruotolo e lo scrittore Maurizio De Giovanni. Si legge in una nota congiunta riportata da Fanpage che Ruoto e De Giovanni hanno dichiarato: “Non è cosa ‘e niente. È come se fosse diventata una parola d’ordine negli stadi di mezz’Italia. Anche quando la squadra avversaria non è il Napoli, partono i cori razzisti contro i napoletani.

Non è goliardia, non sono sfottò. È il sintomo di una malattia che c’è nel Paese e la politica, una certa politica, invece di prenderne le distanze, la cavalca. Non sono sufficienti le multe per discriminazione territoriale. Non sono solo tifosi isolati che quando vengono identificati vanno cacciati a vita dagli stadi“.