Il coronavirus congela le fibrillazioni di governo

Italian Prime Minister Giuseppe Conte speaks with the media as he arrives for an EU summit at the European Council building in Brussels, Friday, Feb. 21, 2020. In a second day of meetings EU leaders will continue to discuss the bloc's budget to work out Europe's spending plans for the next seven years. (AP Photo/Virginia Mayo) (Photo: ASSOCIATED PRESS)

Per un giorno i riflettori si spengono sulla quasi crisi di governo e si spostano in Lombardia dove il rischio è la pandemia da coronavirus. La notizia dei contagi di Codogno (Lodi) stravolge l’agenda della politica italiana, anestetizza almeno per 24 ore le ambizioni di Matteo Renzi e riporta al centro un inedito Matteo Salvini che, incurante delle critiche, ritorna sul palco con una sceneggiata delle sue. L’ex ministro dell’Interno vuole cavalcare la psicosi da virus. E allora “citofona” al governatore Attilio Fontana per intrufolarsi alla conferenza stampa dell’assessore al Welfare del Pirellone Giulio Gallera sul coronavirus. E sempre il Capitano leghista, come se in questo momento i problemi non fossero altri, drammatizza e la butta in caciara accusando il governatore della Regione Toscana: “Presentiamo un esposto denuncia contro il presidente Rossi, che non facendo tutti i controlli necessari su chi rientra dalla Cina, mette a rischio la salute dei cittadini toscani, e accusa chi lo critica, scienziati e medici compresi, di essere un “fascioleghista”″. 

Ecco, è l’ennesima sgrammaticatura di un leader, il numero uno di via Bellerio, che non si placa nemmeno in un contesto di emergenza. Ed è una posizione che stride con quella del presidente della Regione Lombardia, appunto Fontana, un leghista che conosce la sintassi dell’uomo di governo, si mostra collaborativo con i membri dell’esecutivo Conte-2, e  invece di terrorizzare il Paese, dosa ogni singola parola: “Le misure - osserva - che assumiamo non devono essere viste come qualcosa di terribile, drammatico e preoccupante ma sono gli unici mezzi per evitare diffusione del contagio. In altre parti del mondo, anche in Cina, si è dimostrato che questo sistema contribuisce in modo stanziale a bloccare la diffusione. Non dobbiamo diffondere il panico”. 

Sia come sia, in un attimo il malessere della maggioranza sembra cedere il passo a un dossier delicato che agita le ansie del Paese. Si registra un cambio di clima che allontana la polemica sui cosiddetti “responsabili”, sul pallottoliere del Senato, sullo stop and go dell’ex rottamatore, che un giorno minaccia di sfasciare tutto e uscire dall’esecutivo ma il dì successivo si rimangia la parola. I corridoi dei passi perduti di Montecitorio sono deserti. I pochissimi parlamentari che si incrociano discettano solo di coronavirus. 

Certo, Salvini non si ferma, bombarda il governatore della Toscana, Enrico Rossi. Il numero uno di via Bellerio insiste. A un certo punto del pomeriggio invoca addirittura le dimissioni di Conte con tanto di hastag #contedimettiti. Eppure il centrodestra non appare compatto. Giorgia Meloni, astro nascente della coalizione, si smarca dai toni del leader del fu Carroccio: “Siamo disponibili a dare una mano perché su questi temi la politica non deve dividersi”.

Non è il tempo della propaganda fine a se stessa, utile a racimolare uno zero virgola nei sondaggi che si compulsano settimanalmente. No. Ora c’è un’emergenza. L’esecutivo, come conviene in queste situazioni, prende in mano il dossier “disponendo - assicura il premier Conte da Bruxelles - la quarantena obbligatoria per tutti coloro che sono venuti a contatto con questi pazienti certificati positivi e la sorveglianza attiva, cioè il contatto costante con i medici con possibilità di domiciliazione fiduciaria, per tutti coloro che negli ultimi 14 giorni sono stati in aree a rischio”. 

Muta il sentiment all’interno del Palazzo. Anche Renzi, ospite di Barbara Palombelli a Stasera Italia su Rete 4, indossa l’abito del “responsabile”: “Qui c’è un presidente del Consiglio e tutti di fronte alla situazione di emergenza che stiamo vivendo devono sostenere l’azione del governo”. Ma è altresì evidente che il coronavirus serve solo a congelare la crisi di un esecutivo periclitante. Anche perché i nodi restano tutti lì: prescrizione, revoca delle concessioni autostradali, rimodulazioni del reddito del cittadinanza. Questioni aperte che agitano l’ex premier fiorentino. Il quale già domani pomeriggio parlerà davanti all’Assemblea di Italia Viva e potrebbe tornare a battere i pugni contro l’esecutivo Conte lanciando l’ennesimo ultimatum che ripete da giorni: “Se il governo vuole prendere i voti di Italia Viva deve accogliere alcune idee di Italia Viva”. 

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