Il coronavirus non arresta l'agroalimentare, Cibus e Vinitaly confermati

Domenico Bruno

Fiere di Parma conferma le date previste per l'edizione 2020 di Cibus: si terrà regolarmente dall'11 al 14 maggio. La decisione segue l'analoga conferma delle date di Vinitaly in aprile, dal 19 al 22,resa nota ieri. 

La decisione di Fiere di Parma, come quella di Veronafiere che ha confermato la data di Vinitaly, ribadisce come il settore del food and wine punta ad essere ancora una volta il driver per la ripresa dell'economia italiana colpita dall'effetto-coronavirus.

Le due grandi Fiere, condividendo ambedue "pienamente le misure sanitarie e preventive prese dal Governo" e dalle Regioni (Emilia-Romagna e Veneto)per contrastare la diffusione del virus COVID-19, hanno spostato le manifestazioni più vicine (fino a marzo), ma intendono dare un segnale di fiducia e ottimismo mantenendo le date di Cibus e Vinitaly pienamente confermate. 

Va anche sottolineato che il comparto della produzione alimentare italiana, uno dei pochi ad aver registrato nel 2019 una crescita del 3%, con un incremento dell'export del 6,6%, può essere un fattore importante per la ripresa economica su cui l'Italia dovrà impegnarsi, tanto più dopo il rallentamento causato dall'emergenza del Coronavirus.  

“Siamo sempre stati convinti che Cibus si dovesse tenere in maggio, come da programma - ha dichiarato Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma – e ci ha confortato l'analoga decisione di Vinitaly. Si tratta delle due fiere italiane più importanti e conosciute nel mondo del food and wine. Rappresentano un comparto che potrà essere un driver decisivo per la ripresa. Le aziende dell'alimentare e tutta la filiera ci hanno chiesto di mantenere le date programmate”.

Gli uffici di Fiere di Parma hanno registrato flessioni marginali nelle adesioni dei top buyer internazionali e la conferma di tutti gli espositori, peraltro già iscritti da mesi.

E da Verona il direttore generale, Giovanni Mantovani, spiega: "il mondo del vino italiano già in passato ha dato un segnale di svolta. Verona anche in questa occasione potrà contribuire  alla ripresa del clima di fiducia nel Paese. Veronafiere, ha già programmato in tempi brevi un incontro con i rappresentanti delle filiere per attivare tutte le risorse e le azioni di incoming e promozione sui mercati internazionali". 

Siamo consapevoli, conclude Mantovani, delle difficoltà del momento e dell'immagine distorta percepita all'estero, ma siamo persuasi che l'emergenza rientrerà consentendoci di organizzare regolarmente la manifestazione, che rappresenta il traino per il vino italiano nel mondo". 

Un altro elemento è bene sottolinearlo: nonostante il coronavirus, continua la 'campagna' dei nostri prodotti, ad iniziare dal vino in giro per il mondo. Ultima in ordine di tempo la conclusione della Chianti Accademy, alla sua seconda sessione, in America latina, a Playa del Carmen in Messico e  a l'Avana a Cuba.

"Si tratta di una iniziativa importante in un paese strategicamente decisivo - spiega il Presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi - Per le nostre aziende si aprono prospettive nuove e interessanti, in un mercato in crescita, su cui stiamo investendo risorse e professionalità". Da questi dati, pur nelle difficoltà, l'impegno delle imprese a sostenere una uscita la più rapida possibile dal tunnel del coronavirus e dalle sue paure.