Il coronavirus non ferma la movida: ecco cosa è accaduto in Sicilia

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La minaccia del Covid non sembra fermare la movida e gli assembramenti ad Agrigento. Nel centro della città siciliana sono stati chiusi sei locali dopo un controllo lo scorso 3 settembre da parte di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale. Il motivo è molto semplice: dinanzi ai locali sono stati segnalati enormi assembramenti e un utilizzo mancato delle mascherine di protezione. Il tutto è avvenuto senza tenere minimamente in considerazione le misure di contenimento per gestire l’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus. Da ricordare come la Sicilia sia tornata in zona gialla a causa dei numerosi positivi che la Regione ha recentemente registrato.

Covid. movida e assembramenti: sanzionati 20 clienti senza mascherina

Come informa Repubblica, i carabinieri hanno sanzionato venti clienti che sono risultati essere non in possesso dell’opportuna mascherina di protezione. I locali chiusi nel centro di Agrigento dovrebbero rimanere inattivi per almeno cinque giorni. Tuttavia, sarà la procura a valutare (e a disporre) l’effettiva durata di chiusura delle varie attività. Lo stop disposto per i sei locali della movida dimostra come la situazione sia critica in Sicilia, ma palesa anche la premura da parte delle forze dell’ordine nel far rispettare le opportune misure, al fine di arginare il corso dell’epidemia.

Covid, movida e assembramenti: negli ospedali si rischia intanto lo stress cronico

Se nei centri abitati la movida non accenna a fermarsi in nome del divertimento e di un ritorno alla normalità, che al momento non può ancora esserci (almeno non totalmente), negli ospedali la situazione è ben diversa. Con l’avvento della pandemia si è iniziato a utilizzare un termine inglese che ben descrive la situazione critica dei reparti Covid: burnout. Con tale parola si intende lo stress cronico e sempre meno sopportabile relativo al lavoro.

Il personale ospedaliero è sempre più colpito dal burnout, che si manifesta tramite lacrime che scendono dagli occhi fino a inumidire la mascherina. Un mix di tristezza e rabbia. Gli affetti sentono il bisogno di sfogarsi in qualche modo per scacciare la tensione, picchiando magari su qualcosa di solido. Il burnout è una sorta di tunnel da cui si è entrati a inizio pandemia e da cui non si vede ancora l’uscita.

Covid, movida e assembramenti: le dichiarazioni di un medico sulla terapia intensiva

La dottoressa Marianna Perfetto (58 anni) attiva presso l’ospedale Cervello di Palermo, ha rilasciato alcune dichiarazioni, riportate da Live Sicilia, riguardo alla situazione nel reparto di Terapia Intensiva Covid diretto dal dottor Baldo Renda: “La nostra forza è l’unione. Remiamo tutti dalla stessa parte. Il periodo è pesante, siamo stanchi ma consapevoli della missione che dobbiamo compiere insieme. Speravamo che gli eventi di questi giorni non accadessero, che il Covid non tornasse, ad agosto, in maniera così brutale. Purtroppo, è andata diversamente”.

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