Il Covid fa paura ai mercati: perché le Borse oggi hanno perso così tanto

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AGI - ​Un mercoledì da dimenticare per le Borse europee, che chiudono in profondo rosso una seduta segnata fin da subito dal segno meno. Sui mercati dilaga la paura per la seconda ondata di Covid, con l'allarmante aumento dei contagi e i timori di nuovi lockdown per arginarli.

Stasera il presidente francese Emmanuel Macron potrebbe annunciare la serrata nazionale e la chiusura totale del Paese per un mese e la Germania si prepara a lockdown parziali, tra cui la probabile chiusura di bar e ristoranti. L'Europa è dunque nel bel mezzo della morsa della seconda ondata della pandemia.

C'è attesa domani per le valutazioni che la presidente della Bce, Christine Lagarde, darà delle dinamiche in atto e dei rischi nel medio periodo, anche se non sono previste nuove mosse di politica monetaria nell'immediato e neanche nuove stime.

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A Londra l'indice Ftse 100 perde il 2,51% a 5.585,30 punti, a Parigi il Cac 40 cede il 3,37% a 4.571,12 punti, a Francoforte il Dax cala del 4,19% a 11.557,85 punti.

Giornata nera anche per Piazza Affari, dove il Ftse Mib ferma le contrattazioni in calo del 4,06% a quota 17.897 punti, livelli che non rivedeva da fine maggio, poco dopo la fine della prima ondata. Le vendite non risparmiano nessun comparto: affondano le banche (Bper -7,21%, Intesa Sanpaolo -4,87%), l'energia (Enel -6,02%), l'industria (Pirelli -7,09%, Fca -3,87% nonostante conti sopra le attese). Giornata sull'ottovolante per Saipem dopo i risultati al 30 settembre: il titolo è crollato in avvio per poi riprendersi e chiudere a +1,11%, unico titolo positivo del Ftse Mib. Pesanti Tim e Stm, male Moncler nella moda.

L'onda pandemica non risparmia l'America, dove si sono registrati nelle ultime 24 ore oltre 73.000 casi. Il panico da Covid attanaglia anche Wall Street, con Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq che - a meno di una settimana dalle presidenziali -crollano e perdono oltre il 3%.

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A picco il petrolio, con il Wti tornato sotto ai 38 dollari al barile, ai minimi da tre settimane. A metà pomeriggio i future sul Light crude Wti cedono il 6,01% a 37,10 dollari e quelli sul Brent arretrano del 4,98% a 39,15 dollari al barile. A pesare sui prezzi del greggio sono anche i dati sulle scorte negli Usa, aumentate di 4,320 milioni di barili la scorsa settimana, al di sopra delle aspettative di mercato di 1,23 milioni di barili. Le cifre sono in linea con il rapporto Api pubblicato martedì, secondo cui le scorte di greggio statunitensi sono aumentate di 4,577 milioni di barili nella settimana terminata il 23 ottobre.

La preoccupazione per l'aumento dei contagi da Covid-19 si ripercuote anche sullo spread. Il differenziale tra il decennale italiano e l'omologo Bund tedesco perde 8 punti percentuali nelle ultime 24 ore e chiude la sessione in rialzo a 140 punti dopo la chiusura a 132 di ieri e l'apertura a 137 di stamani. Il rendimento dei decennali italiani sale allo 0,77%.

Sul fronte valutario, chiusura in calo per l'euro sul dollaro sulla paura delle nuove chiusure in molti Paesi europei. La moneta unica viene scambiata a 1,1755 dollari e a 122,62 yen. Biglietto verde che arretra nei confronti della valuta nipponica a 104,31 yen.

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