Il Covid non rallenta, Francia e Germania verso nuove strette

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AGI - L'epidemia di Covid-19 non rallenta in Europa, con nuove restrizioni ai viaggi e agli spostamenti approvate da un numero crescente di governi nazionali allo scopo di arginare la diffusione delle nuove varianti del coronavirus.      ​

Un'ulteriore stretta è stata annunciata nel Regno Unito, i cui residenti potranno effettuare viaggi fuori dal Paese solo per "ragioni valide" esposte in una dichiarazione alle autorità, che potranno poi avviare le necessarie verifiche. Le persone provenienti dai 22 Paesi considerati a rischio alle quali non potrà essere rifiutato l'ingresso, come i cittadini britannici che tornano a casa, saranno trasportati subito dopo l'arrivo in "hotel per la quarantena" nei quali dovranno restare dieci giorni, ha spiegato alla Camera dei Comuni il sottosegretario agli Affari Interni, Priti Patel. Saranno inoltre introdotti controlli più capillari per verificare che le persone soggette a quarantena la rispettino.

La Francia, che ha già imposto un coprifuoco alle 18, va verso misure ancora più dure. "Sono allo studio diversi scenari" e tra questi c'e' anche quello di un "lockdown molto rigido", ha detto il portavoce del governo di Parigi, Gabriel Attal, al termine del consiglio dei ministri. "Il coprifuoco alle 18 su tutto il territorio nazionale sta avendo una efficacia relativa e non frena abbastanza" il virus, ha aggiunto.

La Germania, da parte sua, potrebbe imporre a breve limitazioni di viaggio e maggiori controlli alle frontiere per contrastare la diffusione delle varianti del coronavirus. Il ministro dell'Interno, Horst Seehofer, ha presentato una serie di proposte in merito ma ancora non vi sarebbero piani concreti, si afferma a Berlino: anche perché, ha spiegato la portavoce Ulrike Demmer, l'esecutivo guidato da Angela Merkel "intende aspettare le decisioni che saranno prese a Bruxelles sulle misure di contenimento del virus".       

Drammatica la situazione in Portogallo, che oggi ha sospeso tutti i voli con il Brasile. Lisbona ha registrato un nuovo record di decessi (293 in 24 ore) e gli ospedali sono in una situazione critica con un continuo aumento dei ricoveri e penuria di ossigeno. Il governo portoghese non esclude la necessità di dover trasferire i pazienti in altri Paesi europei.    

Il Belgio , invece, ha disposto fino al 1 marzo il divieto di viaggi non essenziali all'estero. Le persone che vogliono lasciare il Paese o entrarvi devono presentare una dichiarazione giurata per giustificare lo spostamento e devono allegare i documenti che lo dimostrano, oltre al solito modulo di tracciamento.      

I contagi sono invece in calo a Mosca, il cui sindaco, Serghei Sobyanin, ha annunciato la revoca di alcune restrizioni: riaprono le discoteche e sarà consentita l'apertura notturna di bar e ristoranti. Nell'ultima settimana la capitale ha registrato meno di 3 mila contagi giornalieri e nei reparti Covid degli ospedali è libero piu' del 50% dei posti letto, un dato che non si vedeva da metà giugno. Di fatto l'annuncio del sindaco riporta la città ad una vita quasi normale, con la sola parziale eccezione di cinema, teatri e musei, che restano aperti con capacità dimezzate. Locali notturni, bar, discoteche, sale karaoke, piste da bowling possono riaprire anche tra le 23:00 e le 6:00. Restano in vigore le norme di distanziamento sociale.