Il Covid spaventa i mercati, perché l'Europa archivia una settimana nera

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AGI - L'impennata dei contagi da Covid in Europa e negli Stati Uniti continua a far paura ai mercati, mentre i provvedimenti restrittivi per arginare il virus si moltiplicano, con Francia, Germania, Italia e Spagna che hanno annunciato nuove restrizioni. Le Borse europee chiudono contrastate una settimana nera, con Wall Street che scivola nella penultima seduta prima delle elezioni presidenziali.

A Londra l'indice Ftse 100 chiude sulla parità, +0,01% a 5.582,30 punti, a Parigi il Cac40 sale dello 0,54% a 4.594,24 punti (e registra la sua peggiore sessione settimanale da marzo), a Francoforte il Dax perde lo 0,35% a 11.557,40 punti. A Madrid l'Ibex avanza dello 0,65% a 6.451,00 punti.

Piazza Affari riesce a chiudere in rialzo l'ultima seduta di una settimana nera (-7%),Il Ftse Mib ha fermato le contrattazioni in rialzo dello 0,4% a 17.943 punti grazie anche al dato sul Pil del III trimestre, superiore alle aspettative per l'Italia e l'Eurozona. In settimana, tuttavia, il calo dell'All Share pesa per l'8,3%, pari a circa 46,4 miliardi di capitalizzazione. 

Tonici i bancari (Unicredit +2,22%), mista l'energia: in calo Enel (-1,48%), bene Eni (+1,57%), avanti a passo di corsa Saipem (+8,45%).   Misti gli industriali, con Fca in lieve calo e Pirelli in spolvero; Recordati soffre dopo i conti del trimestre, mentre il nuovo piano industriale spinge Italgas (+2,73%).  Bene Buzzi e il risparmio gestito, soffre Nexi nei pagamenti. 

C'è attesa, in serata, per il responso da parte dell'agenzia di rating Dbrs sul merito di credito del nostro Paese. Al momento l'agenzia valuta il nostro debito ''BBB high'' con outlook stabile. Le stime degli analisti sono per un giudizio invariato.

Non è bastato a risollevare i listini del Vecchio continente il rimbalzo della crescita nella zona euro nel terzo trimestre. Nella zona euro il Pil è salito del 12,7% nel periodo luglio-settembre rispetto al trimestre precedente, in Italia del 16,1% e in Germania dell'8,2%. Ieri i listini europei avevano chiuso deboli, malgrado la Bce avesse preannunciato nuovi interventi a dicembre. 

Oltreoceano Wall Street procede in deciso calo, con il Nasdaq che va giù di oltre il 2%. A trascinare al ribasso i listini sono anche le incertezze sul voto Usa. A metà seduta il Dow Jones scende dell'1,55%, sulla buona strada per la peggiore perdita settimanale da marzo, e lo S&P 500 cala dell'1,64%. Il Nasdaq cede il 3,02%. A pesare sono i selloff sui titoli dei big tecnologici, in particolare Apple e Twitter, giù rispettivamente di oltre il 5% e del 19%. Il titolo di Apple, nonostante una buona trimestrale, risente del calo delle vendite degli iPhone e del mancato lancio dei nuovi modelli. Twitter invece sconta il basso numero di utenze. In calo anche Facebook (-5,4%), Amazon (-5,3%), Microsoft (-1,6%) e Netflix (-5,7%). In rialzo sopra al 4% invece il titolo di Alphabet, la casa madre di Google.

Negli Usa ieri per la prima volta i contagi sono saliti sopra le 90.000 unità in 24 ore e i morti sono arrivati quasi a 9 milioni. "Restano i timori per l'aumento dei casi di coronavirus e l'incertezza sulle elezioni. Questo è ciò che spaventa fondamentalmente i mercati", ha osservato Peter Cardillo di Spartian Capital Securities. "La domanda per gli investitori non è sapere chi vincerà le elezioni, ma quando sapremo il risultato", ha continuato, rilevando anche lo spettro di possibili "disordini sociali" nella notte post-elettorale.     

In calo anche i prezzi del petrolio, con il Wti che perde oltre il 2%, scambiando vicino ai 35,3 dollari al barile, attestandosi a un minimo da quattro mesi e dirigendosi verso la settimana peggiore da aprile. Il mercato petrolifero è sotto pressione a causa delle crescenti preoccupazioni per la ripresa della domanda di carburante. I future sul Brent calano dello 0,77% a 37,36 dollari.     

Sul fronte valutario, l'euro chiude sotto quota 1,17 dollari, dopo essere sceso ieri a un minimo da 4 settimane dopo che la Bce ha annunciato nuove mosse a dicembre per contenere l'impatto della pandemia. La moneta europea passa di mano a 1,1650 dollari e a 121,79 yen. Dollaro/yen a 104,51.