Il Covid sta tornando a casa? Euforia per Euro 2020 mette a rischio Inghilterra

·3 minuto per la lettura
I tifosi festeggiano la vittoria dell' Inghilterra contro la Danimarca a Piccadilly Circus, Londra

di Alistair Smout e Iain Axon e Emilio Parodi

LONDRA (Reuters) - "Il calcio sta tornando a casa" è il motto dei tifosi inglesi quest'anno per Euro 2020, ma insieme al calcio potrebbe ritornare anche il Covid.

L'Inghilterra incontrerà l'Italia domenica nella finale in programma allo stadio Wembley a Londra, che ha già ospitato le due semifinali in due giornate diverse, con circa 60.000 spettatori.

E se la vittoria in semifinale contro la Danimarca è stata accolta con gioia, l'Inghilterra sta affrontando una nuova ondata di casi di Covid-19, causata sia dalla diffusione di una variante altamente contagiosa che dall'emergenza prodotta da un terzo lockdown nazionale.

Anche l'Italia ha visto un aumento dei casi di coronavirus e gli epidemiologi di entrambi i Paesi hanno affermato che Euro 2020 potrebbe facilitare la diffusione del virus tra la popolazione adulta più giovane, prevalentemente di sesso maschile.

"Proprio in questa gruppo demografico, di appassionati di calcio, prevalentemente di sesso maschile di una determinata fascia di età, stiamo assistendo a un aumento dei casi", ha detto a Reuters Denis Kinane, immunologo e co-fondatore dell'azienda di diagnostica Cignpost Diagnostics.

"Dunque, proprio mentre iniziamo a sbloccare le restrizioni a livello sociale...andiamo incontro a un incremento dei casi" ha detto Kinane, aggiungendo che il virus potrebbe poi essere trasmesso in famiglia.

L'Imperial College ha rilevato una quadruplicazione dei casi di Covid-19 in Inghilterra lo scorso mese, con la popolazione di sesso femminile che registra il 30% in meno di probabilità di risultare positiva a causa delle differenze negli assembramenti che potrebbero, almeno in parte, derivare da Euro 2020.

"La spiegazione più plausibile è che gli uomini stanno avendo più contatti ravvicinati frequenti", ha detto a Reuters Steven Riley, professore di dinamica delle malattie infettive presso la London university.

La Germania ha messo in discussione la decisione della Uefa di consentire l'accesso a folle numerose all'interno degli stadi nel corso del torneo, mentre l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha segnalato l'importanza di portare l'attenzione al di fuori degli stadi su pub e bar, in cui i tifosi si riuniscono per assistere alle partite.

Gli incontri a Wembley sono degli "eventi pilota" che consentono folle più ampie in cui i tifosi devono essere in possesso di un test negativo contro il Covid-19 o essere completamente vaccinati.

I medici che stanno affrontando decessi record a causa del Covid-19 negli ospedali di San Pietroburgo si sono detti molto preoccupati dagli assembramenti nel corso dell'incontro ai quarti di finale tra Spagna e Svizzera.

FESTEGGIAMENTI "PREOCCUPANTI"

Sebbene il primo ministro Boris Johnson abbia rinviato la totale riapertura dell'economia britannica al 19 luglio, una settimana dopo la finale, la gente può comunque riunirsi in bar e pub.

Prima della semifinale Johnson ha chiesto ai tifosi di sostenere l'Inghilterra "con entusiasmo, ma in maniera responsabile".

Per un Paese nel pieno del fervore calcistico 55 anni dopo l'ultima importante finale per l'Inghilterra in un torneo internazionale e dopo 16 mesi di restrizioni, i politici sono restii a smorzare l'entusiasmo.

I tifosi in estasi sono stati fotografati mentre riempivano pub, strade e addirittura mentre si arrampicavano in cima a un autobus a Londra in seguito alla gara vinta dell'Inghilterra ai supplementari contro la Danimarca, con le fan-zone che per alcuni rappresentano un particolare rischio di trasmissione.

"Credo che gli stadi vengano gestiti in maniera corretta ... (ma) il fatto che abbiamo un intero paese in festa -- e a ragione -- è motivo di preoccupazione", ha detto a Reuters Keith Still, professore di scienza della folla invitato presso la Suffolk University.

In Italia Carlo Signorelli, professore ordinario di igiene e sanità pubblica all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ha affermato che le mascherine potrebbero frenare la diffusione delle particelle tra i tifosi impegnati a intonare inni e cori.

"Le abbiamo avute per molto tempo, quindi indossarle una sera in più non sarà la fine del mondo", ha detto Signorelli a Repubblica.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Milano Gianluca Semeraro, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli