Il critico d’arte e politico si è raccontato ed ha fissato le tappe di un’esistenza vivacissima

Vittorio Sgarbi compie 70 anni
Vittorio Sgarbi compie 70 anni

Oggi Vittorio Sgarbi compie 70 anni, anni trascorsi fra ricerca del bello e piglio polemico da quando è venuto al mondo a Ferrara l’8 maggio del 1952. Il critico d’arte e politico si è raccontato a Repubblica ed ha fissato le tappe di un’esistenza vivacissima e del suo rapporto con un carattere fumantino, l’ultimo totem del quale è stata la lite da Maurizio Costanzo con Giampiero Mughini. Ma ridurre Sgarbi e quello che Sgarbi fa quando perde la tramontana è ridicolo, perciò il critico ed opinionista ha raccontato un po’ di tutto, dalla passione per i quadri e per le donne a quella ondivaga per la politica, dalle liti in tv alla malattia che ha combattuto. “Sciando durante il lockdown ho scoperto un tumore che ho preso in tempo: dal 2015 ho smesso di considerarmi invincibile”.

Vittorio Sgarbi, i 70 anni e il matrimonio “mai”

Sul matrimonio Sgarbi ha detto senza mezzi termini di essere “contrario” e che la sua vita sentimentale è stata una “reazione” a quella matrimoniale ortodossa dei genitori. Ha detto Sgarbi: “Assistendo alle tensioni tra mia madre e mio padre ho capito che la vita di coppia non faceva per me. Vede, l’eros è anche una forma di conoscenza dell’altro, ed è quel che si addice alla mia natura inquieta“. I genitori di Sgarbi litigavano per “conflitti caratteriali. Mamma voleva muoversi, papà preferiva pescare. Mia madre era una forza della natura, ha sempre parteggiato per me, quando tornavo a casa dicendo che mi ero picchiato con un compagno mi difendeva: ‘La prossima volta dagli due pugni in più’”.

Le donne e il paragone con Berlusconi

E le donne? “Tutte le donne che ho avuto, sono più di 1.500 credo, le ho conquistate e dedicate a mio padre e a mio zio, Bruno Cavallini, grande letterato, lasciato dalla moglie perché gli aveva trovato le lettere d’amore scritte dall’amante”. Nel definire il suo rapporto con le donne Sgarbi ha citato Silvio Berlusconi: “Una volta gli dissi che ci sono uomini occupati dalla donne e uomini visitati dalle donne: lui è il primo caso, io il secondo. Le donne sono molto più intelligenti degli uomini, superiori”. Poi il tema figli: “Ne ho tre, ma forse sono di più. A tutte le donne ho detto di tenere il figlio. Non avrei fatto il padre, ma l’avrei riconosciuto e sostenuto. Sono contrario all’aborto”.

La politica attiva, da Andreotti a Grillo

La politica e la patente di deputato più longevo: “Sei legislature, ma solo la prima è stata di livello, c’erano Andreotti e Craxi, si respirava la storia, poi con Berlusconi e Grillo sono arrivate figure politicamente inconsistenti“. Sgarbi ha un’idea precisa degli italiani: “Piuttosto remissivi, la ribellione è di pochi. Ho sempre diffidato dell’arcitaliano di Malaparte: mi sento anti italiano”. Più dannunziano di D’Annunzio ha detto poi: “Ha avuto una vita meno avventurosa della mia: io ho violato due embarghi, Libia ed Iraq, rischiando la contraerea della Nato”. E i soldi? “Non mi lamento, ma ho sempre il conto in rosso, perché tutto quello che guadagno lo spendo nelle opere d’arte“. La chiosa sulla morte: “È un pensiero che mi accompagna sempre. Cinquant’anni fa andai con mio padre a Salonicco. Non se la sentì di salire la collina per vedere i mosaici. Insistetti e mi fu riconoscente. Oggi sono io in quella condizione. Sento il declino e un po’ mi dispiace”.

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