Il Cts preme per l'obbligo vaccinale dei prof, il Governo frena

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19 November 2020, Italy, Rom: Schoolgirls are sitting in front of their high school, on which a banner with the inscription La Scuola siamo Noi (We are the school) is hanging. They protest against having to teach online and demand a return to face-to-face teaching. The government had introduced so-called homeschooling as a measure in the wake of the Corona pandemic to protect against further infection. Photo: Johannes Neudecker/dpa (Photo by Johannes Neudecker/picture alliance via Getty Images) (Photo: picture alliance via Getty Images)
19 November 2020, Italy, Rom: Schoolgirls are sitting in front of their high school, on which a banner with the inscription La Scuola siamo Noi (We are the school) is hanging. They protest against having to teach online and demand a return to face-to-face teaching. The government had introduced so-called homeschooling as a measure in the wake of the Corona pandemic to protect against further infection. Photo: Johannes Neudecker/dpa (Photo by Johannes Neudecker/picture alliance via Getty Images) (Photo: picture alliance via Getty Images)

I contagi da Covid continuano ad aumentare soprattutto tra i più giovani. Come riporta il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità e Ministero della Salute le fasce fascia d’età più colpite sono 10-19 anni e 20-29 anni. Un dato sicuramente dovuto alla bassissima percentuale di copertura vaccinale per queste fasce d’età che può essere destinato a crescere ulteriormente in questi mesi estivi, e che fa suonare un campanello d’allarme in vista della riapertura delle scuole a settembre.

La situazione epidemiologica non è delle più favorevoli. Nonostante ciò, però, proprio oggi il Cts ha assunto una posizione molto netta sul tema: “È assolutamente necessario dare priorità alla didattica in presenza per l’anno scolastico che partirà, non solo per la formazione ma anche per lo sviluppo psicologico dei ragazzi”. Per garantire la didattica in presenza in sicurezza, secondo gli esperti, sarà necessario che “tutto il personale scolastico venga vaccinato”. E per farlo, il Cts apre anche alla possibilità di introdurre l’obbligo vaccinale per gli operatori scolastici. Ipotesi che al momento viene però respinta dal sottosegretario all’Istruzione Barbara Floridia.

“Quella del Cts è una forte raccomandazione. Non vedo la necessità di introdurre un obbligo. È vero che ci sono Regioni con ancora percentuali basse di vaccinazione per il personale, ma siamo già al lavoro per implementare la campagna vaccinale con una forte opera di sensibilizzazione. Il nostro obiettivo - spiega Floridia - è far capire loro che è proprio il personale scolastico quello più esposto al rischio di contagio nelle scuole. Se in linea generale il contagio tra ragazzi è al momento molto alto, sono ormai diversi gli studi che dimostrano come questo sia invece bassissimo all’interno dell’ambiente scolastico. Vaccinarsi è quindi un modo per proteggere in prima battuta proprio il personale scolastico”.

Se guardiamo però al report settimanale del Governo pubblicato oggi notiamo come siano solo due le Regioni ad aver raggiunto il 100% di somministrazioni con almeno una dose di vaccino (Campania e Friuli Venezia Giulia). Sono invece non poche quelle che segnano percentuali ben inferiori. A cominciare proprio dalla Sicilia del sottosegretario Floridia, ferma ancora al 56,76%. E poi Liguria, Sardegna e Calabria che oscillano tra il 65 ed il 68%. Insomma, sono ancora diversi i territori con coperture del tutto insufficienti. E sarà difficile immaginare di riuscire a colmare questo gap tra la fine di luglio ed agosto, mesi per eccellenza votati alle ferie estive.

Sul punto sembra essere però molto ottimista il sottosegretario: “È vero che esiste questo rischio, ma vedendo ad esempio la mia Regione, la Sicilia, noto come si stia offrendo intelligentemente i vaccini anche nei luoghi di svago e relax come musei e centri commerciali. Penso che questa possa essere una strategia vincente per il periodo estivo”.

Anche sulla messa in sicurezza delle aule e dei mezzi di trasporto Floridia si dimostra fiduciosa: “Abbiamo investito 450 milioni per il trasporto scolastico ed altri 50 milioni per il fondo spostamento casa-scuola-casa. In prima persona, con il piano ‘Rigenerazione scuola’, sto lavorando con il Ministero per offrire alle scuole un software che permetta di tenere con chiarezza sotto controllo tutti i dati della popolazione scolastica rispetto alla provenienza abitativa. In questo modo la scuola si potrà meglio interfacciare con i Comuni e potrà anche modulare al meglio l’orario scolastico”.

Per il sottosegretario il ripristino della scuola in presenza è un obiettivo “vitale”, e per questo “come l’anno scorso ci faremo trovare pronti avendo riconfermato tutte risorse economiche per trasporti, ampliamento delle aule e assunzione di personale di rinforzo. In più quest’anno abbiamo la copertura vaccinale che ci fornisce un’ulteriore garanzia di sicurezza”. C’è però da dire che nonostante gli stanziamenti, nel precedente anno scolastico la didattica in presenza è stata ridotta al lumicino con i risultati terribili che abbiamo visto in questi giorni a seguito della pubblicazione del rapporto Invalsi che ha sancito il fallimento della Dad. Sul punto Floridia non perde perde fiducia e rilancia: “Solleciterò, anche personalmente, tutti i tavoli che dovranno partire dai Prefetti in modo che le Regioni possano trovare ogni tipo di sostegno. Visto che nel passato abbiamo potuto constatare che non sempre i fondi stanziati sono stati poi utilizzati, cercheremo di sollecitare ulteriormente le Regioni perché questo anno scolastico deve assolutamente ricominciare nel segno della didattica in presenza”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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