Il Cts raccomandò la zona rossa per Alzano e Nembro il 3 marzo ma non se ne fece nulla

Claudio Paudice
·2 minuto per la lettura
ALZANO (Photo: cts)
ALZANO (Photo: cts)

Il 3 marzo scorso, il Comitato tecnico scientifico nazionale proponeva “di adottare le opportune misure restrittive già adottate nei comuni della zona rossa anche in questi due Comuni al fine di limitare la diffusione dell’infezione nelle aree contigue”. I due comuni di cui si parla nel verbale pubblicato dall”Eco di Bergamò sono Alzano Lombardo e Nembro. L’invito era rivolto al governo, dopo la crescita impetuosa dei contagi che era stata comunicata dalla Regione Lombardia all’Istituto Superiore della Sanità. Il documento è stato pubblicato dopo una richiesta di accesso agli atti del consigliere regionale di Azione Niccolò Carretta.

La notizia era nota e il premier Conte la commentò così al Fatto:

“Mi permetta di ricostruire cronologicamente i passaggi. La sera del 3 marzo il Comitato tecnico scientifico propone per la prima volta la possibilità di una nuova zona rossa per i comuni di Alzano Lombardo e Nembro. Ormai vi erano chiari segnali di un contagio diffuso in vari altri comuni lombardi, anche a Bergamo, a Cremona, a Brescia. Una situazione ben diversa da quella che ci aveva portato a cinturare i comuni della Bassa Lodigiana e Vo’ Euganeo. Chiedo così agli esperti di formulare un parere più articolato: mi arriva la sera del 5 marzo e conferma l’opportunità di una cintura rossa per Alzano e Nembro. Il 6 marzo, con la Protezione civile, decidiamo di imporre la zona rossa a tutta la Lombardia. Il 7 marzo arriva il decreto”.

Due giorni dopo il 3 marzo, arrivarono in provincia di Bergamo 250 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri, pronti a ‘sigillare’ i confini dei due Comuni della Valseriana che però non sarebbero mai entrati in azione. “Ciascuno dei due paesi - si legge ancora nel verbale - ha fatto registrare attualmente oltre 20 casi, con molta probabilità ascrivibili ad un’unica catena di trasmissione. Ne risulta pertanto che l’R0 (indice di contagio, ndr) è sicuramente superiore a 1, il che costituisce un indicatore di alto rischio di un’ ulteriore diffusione del contagio”. Dopo avere esposto queste considerazioni, il ‘suggerimento’ degli esperti di adottare a Nembro e Alzano la ‘zona rossa’ già istituita nel Lodigiano.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.