Il cuore della Sicilia punta sui giovani agricoltori e sul turismo esperienziale

(Adnkronos) - Fanno vino, pasta, formaggi, accolgono in cantina, nei caseifici, ti accompagnano nei campi di grano. Sono tutti sotto i 40 anni e fanno gli imprenditori agricoli nell’areale di Contessa Entellina. Dov’è Contessa Entellina? Siamo in Sicilia, nella Valle del Belìce, nel cuore occidentale dell’isola, densità abitativa bassissima, densità di distese di grano altissima. E poi vigneti e boschi di querce e lecci a fare da ombra a vacche e pecore al pascolo. Comunità piccola ma molto dinamica, grazie anche a origini un po’ particolari. Il nome originale di Contessa Entellina è Kuntisa, nome arbëreshe del borgo siciliano. Qui infatti è stanziato uno dei più antichi insediamenti albanesi d’Italia 1450), sorto con la loro fuga per sfuggire all’invasione turco-ottomana nelle terre di origine. Ancora si parla l’albanese, così come il rito religioso nelle chiese è quello bizantino. I suoi abitanti si dicono arbëreshe, ossia italo-albanesi.

Kuntisa è diventato anche un brand con una pagina Instagram e un account Facebook - visitkuntisa - e a breve andrà online il sito web. L’idea è quella di promuovere il tessuto socio economico di un territorio partendo dai ragazzi e ragazze che comunque non hanno lasciato terziario, agricoltura e pastorizia, le tre voci più importanti dell’economia di Contessa Entellina. Da qui nasce anche l’associazione “Trazzere e Gusto”, una piattaforma che unisce questa giovane rete imprenditoriale - otto aziende di cui quattro vitivinicole - che diventa anche portavoce di accoglienza. Come Giuseppe e Carolina Lala, terza generazione di casari a Borgo Roccella con il Feudo Pollichino, un posto antico e moderno al contempo dove si producono pecorini, Vastedda del Belice - un presidio Slow Food - e ricotta di pecora.

Tutti giovanissimi e con studi universitari ma che sono tornati alle tradizionali tecniche dei nonni. Oppure come Ciro Benanti, anche lui giovane viticoltore dell’azienda Filari della Rocca, qualche anno passato sull’Etna e poi tornato ai terreni di famiglia a Contessa Entellina. Qui la volata la tira uno dei nomi più noti del panorama enologico mondiale, quello di Donnafugata che proprio a Contessa ha la sua azienda madre e più estesa. Da quest’anno inoltre la cantina della famiglia Rallo si apre alle visite degli enoappassionati. Se allarghiamo il compasso territoriale, altri nomi in zona sono di grande richiamo, come quello dei Planeta con la cantina Ulmo a Sambuca di Sicilia, l’azienda Di Giovanna con vigneti che arrivano oltre gli 800 metri, Mandrarossa a Menfi, costola di eccellenza della cooperativa Settesoli e Cantine Barbera della “pasionaria” del vino Marilena Barbera, con splendide piante di Inzolia degli anni ’50.

Il territorio esteso infatti è quello delle Terre Sicane, che vanta una millenaria vocazione vinicola, testimoniata da un palmento rupestre di epoca ellenistica rinvenuto nel Bosco della Risinata, a pochi chilometri dal centro di Sambuca di Sicilia, per diversi anni eletto borgo più bello d’Italia. E alle Terre Sicane è dedicato anche il “Terre Sicane Wine Fest”, la manifestazione dedicata ai vini sicani e ai sapori del Belìce con banchi d’assaggio, masterclass e itinerari e che quest’anno ha visto ospite speciale la “Strada del Vino e dei Sapori del Trentino”.

Giunta alla sua quarta edizione, la kermesse lavora già all’edizione prossima e l’idea è quella di rendere sempre più coesa la collaborazione tra le realtà, quindi con il brand Kuntisa e l’associazione Trazzere e Gusto per accogliere un turismo esperienziale come ha sottolineato Leonardo Spera, sindaco di Contessa Entellina: “ Un richiamo sentito soprattutto dai giovani che tornano sempre più numerosi nelle terre sicane e ci restano da protagonisti con storie di bravura e unicità che fanno grande l’itinerario sicano e tutta la nostra isola. Per il viaggiatore curioso e amante della Sicilia questa è terra di aziende vitivinicole, cerealicole, di apicultori, pastori, casari, ma l’itinerario è modulabile ed adattabile ad ogni esigenza, da fruire in un giorno, ma anche con idee weekend o di lunga permanenza; da fare in auto o in jeep, ma anche a piedi con itinerari naturalistici o in bici ed e-bike".

Una volta arrivati nel borgo ci sono poi diverse chiese di rito greco-bizantino da visitare, nonché artigiani - anche essi giovani - che si dedicano alla creazione e al restauro delle icone religiose. Una meta che vi lascerà di stucco in zona? L’Abbazia di Santa Maria del Bosco, un antico complesso monastico del XIII secolo immerso nel bosco plurisecolare di Monte Genuardo. Oggi la dimora è diventata un relais ed è stata in questi anni il quartier generale delle Terre Sicane Wine Fest, un esempio architettonico perfetto di bellezza e silenzio, proprio come vogliamo che sia la nostra proposta”. Foto: Irene Colletti

Adnkronos - Vendemmie

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli