Il ddl Zan va in Aula senza intesa. È scontro aperto tra Pd e Iv

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AGI - È muro contro mura tra Pd, Italia Viva e Lega sul Ddl Zan. Il voto in Senato è al buio: la maggioranza sul testo non c'è. Oggi, la conferenza dei capigruppo tornerà a confrontarsi sul disegno di legge contro l'omotransfobia.

Il centrodestra si oppone all'approdo del testo nell'Aula di palazzo Madama per martedì prossimo, ma Italia Viva non si metterà di traverso. E dunque si andrà in Aula senza accordo. Con i renziani pronti a rilanciare il ‘compromesso' previsto nella proposta di Scalfarotto (via l'identità di genere, via i reati d'opinione, libertà di scelta alle scuole in merito alle iniziative contro l'omofobia da svolgere in classe) che otterrebbe i voti della Lega e di Forza Italia.

Il presidente della Commissione Giustizia Ostellari farà la sintesi, accogliendo i ‘suggerimenti' d'Italia Viva, che però sono stati respinti dal Pd e dal Movimento 5 stelle. L'ex maggioranza rosso-gialla ribadirà che non ci sono le condizioni per trattare, che occorre by-passare la Commissione e andare in Aula. Solo in un secondo momento si potrà tentare una nuova mediazione la cui strada, in ogni caso, appare in salita. 

Il convincimento del Pd è che la Lega voglia affossare il ddl Zan e che si stia ‘servendo' di Renzi. “Trovare un compromesso è l'unico modo per salvaguardare la legge”, rilancia l'ex presidente del Consiglio, che invita a mettere da parte le bandierine ideologiche. Ma per dem e Movimento 5 stelle gli emendamenti di Iv sono un passo indietro, l'obiettivo resta quello di approvare il testo così com'e'.

È partita la caccia ai voti

Il capogruppo M5s a palazzo Madama Licheri respinge le illazioni di divisioni interne. “Non potete sapere quanti messaggi abbiamo avuto da esponenti M5s per modificare l'impianto”, dice un renziano. Si parla di cinque senatori pentastellati che, nel segreto dell'urna, potrebbero divergere dalla linea del gruppo e si teme che anche la partita sulla leadership e sullo statuto possano influire sull'iter del ddl Zan.

In ogni caso è partita la caccia ai voti. Nel Pd ci sarebbero cinque o sei franchi tiratori pronti a votare con il centrodestra, ma proprio i dem lanceranno l'appello ad evitare che ci siano voti segreti. Qualora ci fossero, spiega un ‘big' del partito del Nazareno, almeno quattro o cinque senatori di FI si sfilerebbero dalle posizioni del centrodestra. E' una battaglia che si gioca, quindi, tra sospetti ed accuse

“Concentriamoci solo - la proposta di Salvini a Letta - sulle punizioni di chi abusa o aggredisce due ragazzi o due ragazze che hanno tutto il diritto di amarsi”.  "Se vuole essere approvato deve essere modificato: non credo che così com'è abbia possibilità di essere approvato", ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. La Lega punta a trovare prima una mediazione e poi andare in Aula, ma il partito del Nazareno e M5s vanno avanti.

"Salvini è stato molto chiaro. Lo ha detto fin dall'inizio che non voleva questa norma. Preferisco la coerenza ai giochetti...", annota ancora il leader Pd, Enrico Letta. Con i dem che invitano Iv a non prestarsi alla trappola della Lega. "I voti ci sono per approvare la legge”, afferma Zan. ”L'ultima volta che ci hanno accusati di fare i patti con la destra, l'ultima volta che hanno detto "o Conte o morte", Draghi è diventato presidente del Consiglio. Se funziona così anche per il ddl contro le discriminazioni omotransfobiche finiremo per avere una legge avanzata sui diritti", afferma il presidente dei senatori di Iv, Faraone. 

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