Il decreto non porta alla chiusura delle librerie

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Librerie
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Nella notte tra il 3 e il 4 novembre, il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm, che rimarrà in vigore fino al 3 dicembre. Si tratta di misure e restrizioni nazionali e anche regionali, a seconda delle aree, tutte per contrastare il contagio da Covid-19 in Italia. Tra queste è stata stabilita la chiusura di musei e mostre, dopo i teatri e i cinema, che vanno a limitare le attività del mondo della cultura.

Librerie aperte in zona rossa

In molte Regioni entrerà in vigore una versione “light” del lockdown, che si basa sulle diverse aree di rischio. Nelle zone rosse saranno applicati i provvedimenti più rigidi, come chiusura dei bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie e negozi che non vendono beni di prima necessità. Gli editori italiani hanno fatto un appello al Governo per tenere aperte le librerie anche nelle zone rosse e sono stati ascoltati. “Chiediamo al Governo di considerare le librerie essenziali e di tenerle aperte in tutto il Paese. Non solo perché la lettura dei libri è requisito fondamentale di una cittadinanza attiva, ma anche per non creare una divisione tra gli italiani, un distanziamento dello spirito: l’ultima cosa di cui il nostro Paese ha bisogno, in un momento di solitudine e frammentazione come quello che stiamo attraversando” si legge nell’appello firmato da Alessandro Laterza, Giuseppe Laterza di Editori Laterza; Sandro Ferri di Edizioni e/o; Renata Gorgani di Editrice Il Castoro e Stefano Mauri del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol.

Il libro è anche il modo meno contagioso di informarsi, approfondire, viaggiare, di imparare a distanza, di crescere e fare esperienza come dimostrato dalla sete di libri che si è manifestata in tutto il mondo appena terminati i lockdown di primavera. Le librerie (come le biblioteche) sono luoghi di scoperta nei quali – con la complicità dei librai – possiamo incontrare anche libri e mondi sconosciuti e inattesi. Tenere aperto questo spazio di riflessione e di immaginazione è una priorità se vogliamo che tutti partecipino alla creazione di un futuro comune” si legge nell’appello. Anche il Salone Internazionale del Libro di Torino ha scritto un appello, sottolineando l’importanza delle librerie. Gli appelli sono stati ascoltati e la vendita dei libri è stata considerata essenziale, tanto che le librerie non chiuderanno neppure nella zona rossa.