Il Dem spiega che al Senato potrebbe essere decisiva Italia Viva purché un punto resti intoccabile

Alessandro Zan
Alessandro Zan

In una articolata intervista a Fanpage Alessandro Zan lo ha spiegato molto bene: “Il Ddl Zan può ancora essere approvato”. Come? Il deputato Dem spiega che al Senato potrebbe essere decisiva Italia Viva purché un punto resti intoccabile: quello dell’identità di genere. Insomma, i punti da cui il Partito Democratico riparte da Palazzo Madama per far diventare legge il disegno contro l’omotransfobia ha dei cardini e dei margini di modifica. I cardini sono: ripartire dal testo originario incappato nella “tagliola” di sei mesi fa e tenere incorrotto il principio di identità di genere. E i margini? Quelli verranno con dialogo e trattative con le forze politiche che possono far passare il disegno o bocciarlo anche in Senato. Sul testo identico Zan ha detto: “Era giusto ripartire da lì. Intanto perché è stato approvato alla Camera a larga maggioranza da tante forze politiche e poi perché se fosse modificato al Senato alla Camera si discuterebbero solo gli articoli modificati“.

Zan non dispera: “Il Ddl può ancora essere approvato”

E ancora: “Se invece avessimo presentato un testo nuovo il percorso sarebbe ripartito daccapo”. Zan non vede un’approvazione facile ma non la considera “impossibile. Abbiamo detto chiaramente che siamo disposti al dialogo, purché non si stravolga l’impianto fondamentale della legge“. Si tratta dell’identità di genere. “È un termine giuridicamente consolidato nel nostro ordinamento, che esiste già in tante leggi toglierlo significherebbe eliminare tutela e protezione alle persone transgender che sono nel nostro Paese le più discriminate, le più dimenticate”. Poi Zan illustra la realtà: “L’Italia ha il triste primato di essere il Paese dove si ammazzano più persone trans. Siamo aperti al dialogo, ma non siamo disponibili a svendere la dignità di alcune persone”.

Il “grimaldello” al Senato di Italia Viva

“Ogni legge è il frutto di una mediazione, la mediazione è il sale della democrazia e trovare un compromesso è un punto alto, non un disvalore”. Però mediare non significa moncare lo spirito di una legge e Zan lo sottolinea: “Non possiamo approvare una legge monca che esclude qualcuno e non si può giocare con la vita delle persone”. Il bypass potrebbe essere Italia Viva: “Hanno votato un emendamento al decreto che vieta, sulla cartellonistica stradale, ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere”.

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