Il derby al governo tra Salvini e i suoi nemici

Alessandro De Angelis
·ViceDirettore
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(Photo: Maria Laura AntonelliMaria Laura Antonelli / AGF)
(Photo: Maria Laura AntonelliMaria Laura Antonelli / AGF)

Insomma, proviamo a ricapitolare questa storia in cui un’oretta di coprifuoco è diventata una specie di linea del Piave. Dopo aver spiegato che il provvedimento sulle aperture di pochi giorni fa era una sua grande vittoria, Salvini si astiene sulla vittoria, dando ordine - proprio così: ordine – di non votarlo in nome di quell’oretta in più cui simbolicamente ha ancorato il destino dei ristoratori. Un evidente segnale tutto politico all’esterno, perché il suo sbandierato successo non è stato percepito come tale da quelle inquiete categorie che hanno occupato la A1, o che si sono incatenate a Sarzana, il cui urlo di dolore ha le sembianze di voti alla Meloni che, avanti di questo passo, di qui a tre mesi rischia di scavalcare la Lega nei sondaggi. Al tempo stesso è un evidente segnale all’interno, a quella delegazione di governo leghista, considerata troppo arrendevole. L’uomo, si sa è sospettoso, teme trame, non si fida di Giorgetti, vede rosso su Zaia cui ha preferito il più malleabile Fedriga a capo della Conferenza Stato Regioni. E con una certa brutalità ha fatto capire non solo che comanda lui, ma che la parola degli altri non vale nulla, punto.

A proposito di conferenza Stato Regioni, dopo il coprifuoco, arriva come casus belli anche la scuola. Mai si era vista una convocazione ad horas per commentare, anzi per attaccare un decreto del governo, che non ribalta gli accordi presi ma cerca solo di aprire (non di chiudere) le scuole un po’ di più, per l’esattezza del dieci per cento in più. È evidente la politicizzazione dell’organismo, impressa proprio dal neo presidente Fedriga che, in verità ha trovato terreno fertile tra i governatori piuttosto inclini, per ragioni di consenso, a tenere chiuse le scuole preferendo aprire i ristoranti, perché l’apertura delle scuole è un rischio che fa perdere voti,...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.