Il diaconato indigeno e femminile discusso al Sinodo Amazzonia

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Città del Vaticano, 9 ott. (askanews) - Al Sinodo sull'Amazzonia in corso in Vaticano (6-27 ottobre) si è parlato della formazione dei missionari amazzonici, laici e consacrati. E' necessario coinvolgere di più i popoli indigeni nell'apostolato, è stato affermato nel corso del dibattito del pomeriggio di martedì, a cominciare dalla promozione del diaconato indigeno permanente e dalla valorizzazione del ministero laicale, intesi come autentica manifestazione dello Spirito Santo. Invocato inoltre un maggiore coinvolgimento della presenza femminile nella Chiesa.

Di fronte all'urgenza di pastori per l'evangelizzazione dell'Amazzonia, era stato detto in mattinata, serve una maggiore valorizzazione della vita consacrata, ma anche una forte promozione delle vocazioni autoctone - riferisce Vatican News - insieme alla possibilità di scegliere ministri autorizzati alla celebrazione dell'Eucaristia o di ordinare diaconi permanenti che, in forma di equipe, accompagnati da pastori, possano amministrare i Sacramenti. Altro spunto di riflessione è stato quello della formazione dei ministeri ordinati, pensato su tre livelli: una formazione capillare a livello parrocchiale, con lettura e meditazione della Parola di Dio; una formazione intensiva a tempo pieno, destinata ad animatori ed animatrici delle comunità, ed una formazione teologica sistematica per i candidati ai ministeri ordinati e per gli uomini e le donne che desiderano impegnarsi nei ministeri laici. L'importante - è stato sottolineato - è che la formazione dei seminaristi sia ripensata e diventi più vicina alla vita delle comunità. Tra le proposte avanzate, infine, anche quella di pensare alla possibilità di un'ordinazione diaconale per le donne, così da valorizzarne la vocazione ecclesiale.

Le questioni ecologiche, sociali e politiche continuano ad intrecciarsi nel dibattito iniziale del Sinodo, che per ora, non strutturato attorno a tematiche specifiche, spazia su tutti gli argomenti esposti nell'Instrumentum laboris, il documento di lavoro dell'assemblea. Nel corso del pomeriggio di ieri è stato sottolineato uno sviluppo sostenibile che sia socialmente giusto e inclusivo e combini conoscenze scientifiche e tradizionali, perché il futuro dell'Amazzonia, realtà viva e non museale, è nelle nostre mani. Auspicata inoltre una conversione ecologica che faccia percepire la gravità del peccato contro l'ambiente alla stregua di un peccato contro Dio, contro il prossimo e le future generazioni. Da qui la proposta di approfondire e divulgare una letteratura teologica che includa insieme ai peccati, tradizionalmente noti, i "peccati ecologici".