Il direttore dell'Ema esclude l'arrivo del vaccino prima del 2021

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Guido Rasi vaccino
Guido Rasi vaccino

Il direttore dell’Ema (Agenzia europea dei medicinali) Guido Rasi ha definito illusorio l’annuncio di un vaccino entro Natale. Ha infatti spiegato che con ogni probabilità l’antidoto arriverà tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio ma per una vaccinazione diffusa che dia i primi effetti sulla pandemia bisognerà aspettare l’estate prossima. Per l’immunizzazione completa poi servirà almeno un anno.

Guido Rasi sul vaccino

Intervistato da Repubblica, ha ritenuto non impossibile l’annuncio del Premier Conte sull’arrivo di 2-3 milioni di dosi a dicembre ma estremamente difficile se non improbabile. Questo perché le case farmaceutiche non hanno ancora presentato i dati clinici delle sperimentazioni. Ottenere il via libera per la commercializzazione in tempi così rapidi è dunque quasi da escludere.

Questo il suo commento: “I politici che si lanciano in previsioni confondono l’opinione pubblica. Sarebbe più utile stilare un piano per farsi trovare pronti“. Dati i predetti tempi, se infatti i governi non preparano subito piani per la vaccinazione si rischia di rallentare il processo di 4-5 mesi e di pagare l’inazione. La preoccupazione del direttore è quella della mancanza di strategie nazionali per la distribuzione. “Autorizzare il vaccino quindici giorni prima non serve a nulla se poi perdi tempo nella campagna di vaccinazione perché non l’hai allestita bene“, ha aggiunto.

Se tutto andrà liscio, ha ribadito Rasi, l’agenzia potrà autorizzare i primi vaccini tra gennaio e febbraio. Al momento sono tre quelli che hanno completato o stanno per completare la terza fase della sperimentazione: Moderna, AstraZeneca e Pfizer. Se entro fine novembre manderanno all’Ema informazioni chiare e inequivocabili, potrebbero arrivare nei primi mesi del 2021.

Se così fosse entro l’estate si potrebbero iniziare ad avere abbastanza vaccinati per vedere gli effetti sulla pandemia. Ma per vaccinare 400 milioni di persone serviranno 500-600 milioni di dosi, quantità impossibili da avere entro la fine del 2021.