Il direttore dell'istituto Mario Negri fa una previsione e ribadisce una necessità ormai evidente

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Giuseppe Remuzzi
Giuseppe Remuzzi

Giuseppe Remuzzi lo ha detto chiaramente in collegamento con In Onda, la trasmissione di La7 condotta da David Parenzo e Concita De Gregorio: “Ecco a quanti contagi arriveremo tra pochi giorni”. I numeri sono altissimi, tuttavia il direttore dell’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri ha fatto una previsione si fosca, ma a ben vedere empirica.

Giuseppe Remuzzi, a quanti contagi arriveremo e la stima che cambia le regole

Senza allarmismo ma con una semplice stima che tiene conto dell’avanzare della variante Omicron il professor Remuzzi ha detto: “Tra pochi giorni arriveremo a 120mila contagi, quindi se noi manteniamo le regole attuali, la maggioranza delle persone finisce in isolamento e si paralizza il Paese”.

A quanti contagi arriveremo? Con 120mila per Remuzzi bisognerà fare come gli Usa

E quindi? Ha spiegato poi Remuzzi: “Negli Stati Uniti e nel Regno Unito si sono resi conto di questa cosa, hanno usato il buonsenso. Noi facevamo una cosa corretta per proteggerci dal contagio, ma adesso è sensato portare la quarantena da 10 a 5 giorni e di non farla affatto per chi ha ricevuto la terza dose”. Insomma, cresce il numero di esperti che punta al “core” del problema: prima o poi ogni italiano incontrerà un positivo o il contatto di un positivo e le regole attuali di auto isolamento non hanno senso.

Contagi, ecco a quanti arriveremo e cosa va fatto per Remuzzi con le quarantene

“La politica deve tenere conto della società, degli ospedali, di chi è produttivo nelle attività economiche. Rispetto alla malattia la cosa peggiore è la povertà, quindi le decisioni vanno adattate alla realtà”. La strada per asintomatici e contatti di contatti sembra dunque essere segnata, ma con un discrimine: “Dobbiamo vedere Omicron come si comporta, sembra somigliare più a un raffreddore che non a una malattia che si complica con una polmonite. Se fosse così, è molto possibile che pian piano si possa tornare a fare una vita normale per gli asintomatici”.

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