Il discorso di Tiffany Trump sugli "amici gay" è virale (no, non in positivo come quello di Papa Francesco)

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: OLIVIER DOULIERY - Getty Images
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Mica facile essere l'eterna number two, specie quando tuo padre sbandiera senza troppe remore una sfacciata preferenza per la tua (sempre impeccabile) sorellastra maggiore. Tiffany Trump ci prova ad attirare l'attenzione e a ogni compleanno e a ogni Father's Day pubblica puntuale sul suo feed da un milione di follower una foto ricordo da figlia orgogliosa di papà Donald. Lui però, niente: ha occhi solo per Ivanka, si dimentica di farle gli auguri, la tiene nelle retrovie (alla cerimonia di insediamento alla Casa Bianca le ha concesso una misera terza fila, ndr) e la tratta da first daughter di serie b. Così, fin dall'infanzia passata in California lontano dalla Trump Tower e dai riflettori, Tiffany si è abituata a un semi anonimato e mentre Ivanka e Melania solcano le pagine dei rotocalchi un giorno sì e un giorno sì, di lei si sa poco o niente. Attenzione, però, le cose potrebbero stare lentamente cambiando e non è affatto detto che sia un bene. L'abbiamo vista infatti parlare alla convention repubblicana e il suo ultimo discorso a favore della comunità LGBT+ (proprio nelle ore in cui Papa Francesco esprimeva la sua accettazione epocale verso le coppie omosessuali) è recentemente diventato virale. Sì, ma non in senso positivo.

"La cosa più imbarazzante della settimana", "Il peggior discorso che abbia mai visto", "Comincia male e continua anche peggio". Questi sono solo alcuni (e tra i più gentili) dei commenti che gli utenti su Twitter hanno riservato all'ultima performance della giovane Trump. Il discorso in effetti era un disastro annunciato dato che l'evento in questione era il "Trump Pride" di Tampa e già il nome la dice lunga dato che i rapporti tra il presidente e la comunità LGBT+ non sono mai stati del tutto sereni. La platea è quasi vuota (i detrattori parlano di una dozzina di persone) ma Tiffany ce la mette tutta: cercando di vincere il nervosismo (del resto, nessuno l'ha abituata ai discorsi pubblici), sale sul palco con il suo abito rosa, sembra indecisa, abbozza un balletto sulle note di I Got a Feeling, poi manda un bacio. Gli scivoloni, però, arrivano dopo, quando la ventisettenne cerca di convincere il pubblico (e forse pure se stessa) di come suo padre "abbia sempre sostenuto" la comunità LGBT+ ancora prima di entrare in politica.

Photo credit: Chip Somodevilla - Getty Images
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Avete presente il classico "Non sono omofobo, ho tantissimi amici gay"? Ecco, il discorso di Tiffany sembra seguire quella linea. "Ho amici che mi contattano e inventano storie", racconta, "Mi dicono: 'Come puoi sostenere tuo padre? Ti conosciamo. Sappiamo che i tuoi migliori amici sono gay'". "È perché mio padre vi ha sempre sostenuti tutti", conclude. In effetti Donald Trump ha cercato spesso di attirare i consensi del mondo LGBT+: è stato il primo candidato repubblicano a menzionare la comunità nel suo discorso di accettazione e, a un mese dalla sua elezione, ha affermato di essere "determinato a proteggere i diritti di tutti gli americani, inclusa la comunità LGBTQ". Peccato però che, si guardano i fatti, le cose stiano diversamente, basti pensare ai giudici apertamente omofobi nominati dal presidente alla Corte Suprema che potrebbero mettere in serio pericolo i diritti fin qui ottenuti.

C'è poi un'altra questione: nel pronunciare la sigla LGBTQIA Tiffany si incarta e per ben due volte evita di pronunciare la "T" di "Trans". Coincidenze? Difficile crederci se pensiamo che nel 2018 l’amministrazione di Donald Trump aveva proposto che il sesso di un individuo venisse nuovamente definito “su una base biologica chiara, che affonda nella scienza e che sia oggettiva e amministrabile”. Insomma, il tentativo di rendere orgoglioso papà non è andato proprio come sperato. Certo, ora la first daughter è sulla bocca di tutti: nel bene o nel male purché se ne parli? Chissà se vale anche per Tiffany Trump.