Il discorso "impegnato" di Angela Merkel a Davos sull'ambiente

Titti Giammetta

Il mondo ha bisogno di "un dialogo aperto" sul clima e "deve colmare il gap tra gli scettici e coloro che invece ci credono". La cancelliera tedesca, Angela Merkel, sul palco di Davos, scuote le coscienze con un discorso di ampio respiro, tutto rigorosamente incentrato sulle tematiche del World Economic Forum, la sfida climatica, la lotta alla povertà e alle diseguaglianze, i conflitti sociali, i giovani.

Parla mentre in qualche altra parte del Congress Center Greta Thunberg continua ad accusare i grandi della terra di non fare abbastanza contro il riscaldamento globale e strizza un'occhio alla giovane attivista svedese.

"Il tempo corre - ha avvertito Merkel - per ridurre le emissioni che portano al riscaldamento globale. Dobbiamo accettare positivamente e imparare costruttivamente dall'impazienza dei giovani". Il raggiungimento degli obiettivi di Parigi sul clima potrebbero riguardare la sopravvivenza dell'intero pianeta, ha sottolineato la cancelliera. "Siamo sotto pressione per questo", quello che ci attende è un decennio di azione.

La tematica è ampia e riguarda le tensioni sociali, i protezionismi che emergono, i sovranismi che minacciano le leadership mondiali: "Quando i fatti e le emozioni entrano in contrasto, dobbiamo provare a sviluppare una posizione contro-fattuale" e per allentare le tensioni sociali "è necessario riconciliare i sentimenti e le passioni con i fatti". Per la cancelliera è necessario "costruire un ponte tra queste diverse visioni. Le persone non si parlano più, mentre dovrebbero uscire dalle bolle digitali e dialogare".

"Sapete - ha aggiunto Merkel - siamo un popolo relativamente pacifico, ma le tensioni interne stanno aumentando in merito alle misure necessarie per affrontare la questione climatica". L'obiettivo è quello della 'neutralità climatica' ma è un processo di trasformazione. "L'intero modello economico a cui siamo stati abituati fin dalla prima rivoluzione industriale deve cambiare. Dobbiamo lasciarcelo alle spalle e creare catene di valore completamente nuove, sfruttando anche il potenziale che deriva dalla trasformazione portata dalla digitalizzazione".

"Rispetto a 50 anni il mondo è un posto migliore. Siamo di fronte a un mondo multipolare che ci porta a una serie di problemi, ma il reddito pro capite da allora è raddoppiato, la gente in estrema povertà è sicuramente diminuita. Tutto questo è avvenuto grazie alla cooperazione internazionale". E anche sulle tensioni commerciali, ha proseguito, la strada da seguire è quella del "multilateralismo", solo così si potrà creare una "prosperità globale".

La cancelliera non trascura le grandi questioni geopolitiche mondiali, come la Libia e l'Iran, e mette in guardia dai rischi dell'instabilità politica "dobbiamo fare attenzione che in Libia non accada di nuovo come in Siria. Di non cadere nella trappola di una guerra per procura". Non dimentica neanche la Brexit che, per la prima volta, vede qualcuno che esce dall'Europa invece di entrarci. Anche qui visione e pragmatismo tedesco. "Faremo il possibile - ha assicurato - per avere buone relazioni con il Regno Unito".