Il dolore di papà Carmelo: "Vanessa si poteva salvare, perché il giudice l'ha rimesso in libertà?"

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Vanessa (Photo: Vanessa)
Vanessa (Photo: Vanessa)

“Quante ragazze ancora saranno uccise? Questa è una strage senza fine. La morte di Vanessa è l’ennesima sconfitta per lo Stato”. Carmelo Zappalà è il padre di Vanessa, uccisa a 26 anni dall’ex fidanzato, che la perseguitava da tempo, sul lungomare di Acitrezza, mentre passeggiava con amici.

Quell’uomo aveva pianificato tutto, ne sono sicuro, continuava ad essere accecato dalla gelosia” dice in un’intervista alla Repubblica, proprio mentre viene raggiunto dalla notizia che Antonino Sciuto, un rivenditore di auto di San Giovanni La Punta, 38 anni, si è impiccato in un casolare. Si copre il viso con le mani. “Non potrà più fare male a nessuno. Ma quel che mi addolora di più è che tutto questo si sarebbe potuto evitare se lo avessero arrestato dopo la denuncia di Vanessa, che io avevo accompagnato alla stazione dei Carabinieri. Perché quel giudice non ha convalidato l’arresto, come chiedeva la procura di Catania?”. Vanessa, spiega papà Carmelo, “aveva messo nero su bianco che la situazione era ormai insostenibile. Lui la perseguitava, la insultava, la seguiva ovunque. Non si rassegnava alla fine di una relazione che era andata avanti dal maggio 2020 fino al febbraio di quest’anno. Abbiamo scoperto che aveva piazzato un Gps sotto l’auto di Vanessa. E, poi, era riuscito a intrufolarsi nel giardino di casa nostra, per sentire cosa dicevamo, attraverso un tubo”.

Dopo il divieto di avvicinamento imposto dal giudice “non si era più visto in giro. Ma covava dentro la vendetta. Nei confronti di mia figlia, nei miei confronti. Ha voluto colpire al cuore anche me. E ora ripenso ai giorni in cui era stato a casa nostra, l’avevamo pure accolto per due mesi. Era un uomo con due facce. Apparentemente tranquillo, in realtà era solo un bugiardo. Era un mostro”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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