Il dopo-Sassoli all'Eurocamera: l'antiabortista Metsola verso la presidenza

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BRUSSELS, BELGIUM - OCTOBER 03: Maltese MEP (Group of the European People's Party (Christian Democrats) - Partit Nazzjonalista) Roberta Metsola Tedesco Triccas is listening to the European Commissioner-designate for Democracy and Demography Dubravka Suica while she is answering questions during his hearing at the European Parliament on October 3, 2019, in Brussels, Belgium. The European Union is in the process of reviewing a team of European Commissioners for incoming President of the European Commission Ursula von der Leyen, who is due to take office on November 01. (Photo by Thierry Monasse/Getty Images) (Photo: Thierry Monasse via Getty Images)
BRUSSELS, BELGIUM - OCTOBER 03: Maltese MEP (Group of the European People's Party (Christian Democrats) - Partit Nazzjonalista) Roberta Metsola Tedesco Triccas is listening to the European Commissioner-designate for Democracy and Demography Dubravka Suica while she is answering questions during his hearing at the European Parliament on October 3, 2019, in Brussels, Belgium. The European Union is in the process of reviewing a team of European Commissioners for incoming President of the European Commission Ursula von der Leyen, who is due to take office on November 01. (Photo by Thierry Monasse/Getty Images) (Photo: Thierry Monasse via Getty Images)

Al Parlamento Europeo, il ‘dopo Sassoli’ si sarebbe comunque deciso martedì prossimo a Strasburgo anche se il presidente non fosse deceduto la notte scorsa, in occasione del rinnovo programmato della presidenza per la scadenza di metà mandato. I giochi sembrano fatti per Roberta Metsola, maltese, esponente del Ppe, fede politica conservatrice, convinta anti-abortista in linea con la maggioranza dell’opinione pubblica del suo paese, l’unico nell’Ue dove l’aborto è illegale.

Dopo il cattolico liberale Sassoli, la presidenza dell’Eurocamera cambia dunque decisamente segno. Oltre che del suo gruppo, Metsola dovrebbe ottenere il sostegno dei Socialisti&Democratici, dei Liberali di Renew Europe e dei Verdi (che ufficialmente non hanno ancora deciso e presentano una candidata di bandera, la svedese Alice Kuhnke), anche se con molte defezioni, segnalano fonti parlamentari, proprio per le sue posizioni sui diritti. Potrebbe non farcela in prima battuta dunque. E per questo non è escluso che incassi anche il sostegno dell’Ecr, i Conservatori e Riformisti che comprendono gli eletti di Fratelli d’Italia.

Metsola, primo vicepresidente del Parlamento Ue cui toccherà presiedere la seduta di commemorazione per la scomparsa di Sassoli lunedì pomeriggio, è l’unica candidata che in partenza avrebbe i voti per essere eletta presidente, in ossequio all’accordo di staffetta tra socialisti e Popolari siglato nel 2019 quando venne eletto l’europarlamentare italiano. Accordo che quest’autunno lo stesso Sassoli e i socialisti hanno tentato di superare, convinti che in realtà sia stato già stralciato nel 2020, quando il conservatore irlandese Pascal Donohoe ha assunto la presidenza dell’Eurogruppo al posto della designata, la socialista Nadia Calvino. Ad ogni modo, il tentativo socialista non è andato a buon fine. Sassoli si è ritirato dalla corsa per la riconferma prima di Natale. Spiegazione ufficiale: “Per non spaccare il fronte europeista”. La malattia ha deciso il resto, purtroppo.

Oltre a Metsola, per la presidenza dell’Eurocamera corre il polacco Kosma Zlotowsky, candidato di bandiera dell’Ecr. Il gruppo dei Conservatori lo sosterrà alla prima votazione, ma non è escluso che possa convergere sulla Popolare maltese in eventuali altre chiame, nel caso in cui l’eurodeputata non fosse eletta al primo scrutinio.

Gli incontri decisivi si terranno a partire da domani. Metsola incontrerà la famiglia socialista e gli altri gruppi. Al momento, sembrerebbe che non otterrà i voti della sinistra della Gue - che pure ha la sua candidata di bandiera, la spagnola Sira Rego - né quelli dei sovranisti di Identità e democrazia, a partire dalla Lega. Trattasi degli alleati più vicini a Viktor Orban, la cui creatura politica Fidesz è da un anno senza gruppo politico di riferimento dopo l’addio al Ppe. Insieme a Matteo Salvini, il premier ungherese avrebbe voluto costituire un nuovo gruppo europeo sovranista, per trattare con la futura presidente sulle presidenze e vicepresidenze di commissione all’Europarlamento, tutte interessate al rinnovo di metà mandato. Ma non ci è riuscito per l’opposizione di Giorgia Meloni, presidente dei Conservatori e Riformisti, intenzionata a difendere il suo campo e la sua carica. Dunque, Orban appare fuori dai giochi, per ora.

Tra i parlamentari l’aspettativa è che Metsola non ce la faccia al primo turno. Troppi i malumori tra i liberali di Renew Europe e tra i Verdi, per le sue posizioni conservatrici sull’aborto e in generale sui diritti. Dunque la parlamentare maltese potrebbe essere eletta al secondo o terzo scrutinio, quando Ecr potrebbe ritirare il proprio candidato e convergere su di lei.

Dopo Sassoli la presidenza dell’Europarlamento dunque cambia volto e sostanza politica. Non solo per la fede politica della nuova futura presidente ma anche, probabilmente, per la maggioranza che la eleggerà. Il 3 luglio 2019 Sassoli fu eletto con la cosiddetta maggioranza Ursula, quella che subito dopo ratificò anche la nomina della presidente della Commissione von der Leyen, con i voti contrari di Lega e Fratelli d’Italia. In sostanza, si trattò della maggioranza che di lì a poco in Italia diede vita al governo Conte II, con l’alleanza Pd-M5s. Metsola invece potrebbe ottenere anche i voti sovranisti. Sarebbe la fine dell’epoca del cosiddetto ‘cordone sanitario’ che finora ha vietato alle forze euroscettiche di accedere ai posti di comando dell’Ue. Un cambiamento non da poco che avrebbe effetti sugli equilibri politici dell’Unione.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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