Il dottor Costa: "Valentino Rossi ha trovato nell'infanzia il talento, nella giovinezza il mito"

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Claudio Costa e Valentino Rossi (Photo: ANSA-HP)
Claudio Costa e Valentino Rossi (Photo: ANSA-HP)

Dottor Costa, con il ritiro di Valentino Rossi si chiude un’epoca per il motociclismo. Qual è stata la sua prima reazione?

È un piacevole dolore. Perché da una parte si ritira un campione straordinario e dall’altra c’è il ricordo e la nostalgia per tutto ciò che di bello ha fatto. Valentino Rossi mi fa tornare alla mente la grandezza della sua gioventù e la sua voglia di voler continuare a rimanere per sempre giovane. Perché non dimentichiamo che Valentino ha trovato nell’infanzia il suo geniale talento e nella giovinezza ha trovato il suo mito. E ha cercato di far durare queste due “miniere” finché ha potuto.

Claudio Costa, conosciuto da tutti gli appassionati di motociclismo come Dottorcosta (così, tutto attaccato), è commosso ed emozionato nel commentare con HuffPost il ritiro di Valentino Rossi. Costa, con la sua Clinica mobile, ha seguito per decenni tutti i piloti su due ruote diventando per loro una figura fondamentale.

Cosa rappresenta Valentino Rossi per il motociclismo e per lo sport?

Un pilota unico ed eccezionale come Valentino non è una cometa luminosa che passa, si spegne e si disperde nel cielo, ma è un sole luminoso che abbaglia e che a differenza del sole, e questo è l’augurio che gli faccio, non tramonterà mai.

Lei che è un profondo conoscitore del mondo delle due ruote, pensa che ci sarà mai un altro come Valentino?

Credo che uno grande come lui sia difficile che ricompaia nel teatro del motociclismo. Ma spero che gli dei del cielo, squarciando le nuvole, possano raggiungere un’altra Stefania e un altro Graziano (i genitori di Rossi ndr) per recapitarcene un altro, unico e simile a lui.

Cosa le piace ricordare in particolare della carriera di Rossi?

Tutte le avversità che lui ha incontrato nella sua carriera - parlo delle ferite e delle fratture che capitano spesso ai piloti - Valentino le ha sempre affrontate con la simpatia del fanciullo, con la forza della sua splendida giovinezza. E ha fatto delle cose impensabili e quasi miracolose.

Cosa direbbe adesso a Valentino?

Niente. Gli darei un bacio.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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