Il doveroso impegno dei cattolici contro le armi nucleari

Mentre Papa Francesco ad Hiroshima, nel Memoriale che sorge esattamente dove il 6 agosto 1945 esplodeva la bomba atomica, ripeteva che l'uso e il possesso di armi nucleari è immorale, la Russia di Putin vara Belgorod un super sottomarino lungo come due Jumbo dotato di atomiche micidiali in grado di esplodere sottocosta e di creare uno tsunami nucleare capace di distruggere intere metropoli.

Ecco cosa diceva il Papa: “Con convinzione desidero ripetere che l'uso dell'energia atomica con finalità di guerra è oggi più che mai un crimine, non solo contro l'uomo e la sua dignità ma anche contro ogni possibilità di futuro per la nostra casa comune. L'uso dell'energia nucleare con finalità di guerra è immorale, come è anche immorale il possesso delle armi atomiche".

Belgorod, varato lo scorso 27 aprile a Severodvinsk davanti a Putin, non è la vera novità. Nella pancia del Belgorod ci sono sei giganteschi siluri, anch'essi a propulsione nucleare, armati con testate nucleari 150 volte più potenti della bomba di Hiroshima, capaci di arrivare alle coste degli Stati Uniti  ed esplodere provocando uno tsunami radioattivo, in grado di seppellire una metropoli con tutta la sua intera regione.

Sto parlando di una follia assoluta capace di ridurre l'intero pianeta ad essere uno dei quei paesaggi apocalittici che vediamo nei film. E ovviamente gli USA non stanno a guardare destinando ingenti risorse economiche per costruire nuovi apparati capaci di intercettare quelli sovietici. Per i cattolici è scattato il tempo di un preciso imperativo morale. Si devono schierare nei Paesi in possesso di armi nucleari per promuovere l'abolizione definitiva delle armi atomiche.

Ogni ragionamento cristiano che giustifica la guerra lo fa in base al principio della legittima difesa. E questo principio recita che, affinché ci sia davvero legittima difesa, occorre che la reazione sia proporzionata al pericolo e che il pericolo sia in atto senza che ci sia un'altra maniera di sottrarvisi.

Si può discutere per esempio se la Battaglia di Lepanto, quella che nel 1571 contrappose cristiani e musulmani, fosse "giusta"; ma certamente quanto avveniva, sia l'offesa che la difesa, terminava nel Golfo di Corinto. Una guerra atomica invece, ha effetti assolutamente imprevidibili e sproporzionati. Anzi, gli effetti sono del tutto previdibili perché comportano la distruzione della Terra e del genere umano.

I cattolici dunque, con il viaggio papale che termina oggi, sono chiamati a mobilitarsi. A fare lega con uomini di ogni religione, o anche del tutto laici, per essere fermento al fine di bloccare questa follia pericolosissima.

L'arma di cui stiamo parlando ha probabilmente già fatto dei morti nell'estate scorsa, durante una missione top secret. Con tutta probabilità, la missione compiuta non era di tipo scientifico, ma si trattava di compiere manovre segrete a profondità tali da essere invisibili ai satelliti.

Per gli uomini, e per i cattolici in particolare, non è più tempo di ragionamenti garbati che facciano dei distinguo su quando e come sia giusto difendersi con delle armi nucleari. Costruire o possedere armi nucleari è sempre immorale. Ed è così non perché lo dice il Papa ma perché lo dicono le conseguenze assolute e terribili cui si arriverebbe con assoluta certezza.