Il fallimento del secondo bazar cinese più grande in Europa

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Il “maxi-bazar made in China” doveva diventare il secondo più grande d’Europa, nonché un gigantesco multisala con la possibilità di tramettere 15 film in contemporanea. Invece oggi il Magic Movie Park è un luogo abbandonato di ben 21.515 metri quadrati nel cuore della Brianza.

La travagliata storia

Tra il 2001 e il 2005 la società immobiliare Tornado Gest di Vittorio Zaccaria acquistò i vecchi terreni agricoli che prima appartenevano alla famiglia Casati-Stampa (quella che vendette la Villa di Arcore a Berlusconi) e costruì il multisala. Successivamente la società fu ceduta a Saverio Lo Mastro, un imprenditore edile già in affari con il figlio del fondatore, nonché socio di Rocco Cristello, capo locale della ‘ndrangheta di Seregno.

Il progetto del Magic Movie Park fallì ancor prima di iniziare a causa di un debito di circa 60 milioni di euro. Tra il 2005 e il 2006 un imprenditore cinese di nome Song Zhicai investì altro denaro nell’impresa: conosciuto in patria come Hi Zhou, nel 1995 era fuggito dalla Cina e dalla pena di morte dopo aver truffato i clienti della sua precedente azienda. Dopo qualche anno di carcere in Italia e un tentativo di affari a Napoli, decise di collaborare con i mafiosi calabresi in Brianza.

Il suo obiettivo era di creare un impero cinese del commercio con attività come ristoranti, bar e negozi. Fu così che Zhicai, con un assegno di 2,1 milioni di euro di acconto, iniziò a lavorare con Saverio Lo Mastro e Rocco Cristello. Il bazar doveva essere riempito, così il delinquente convinse alcuni negozianti cinesi di via Paolo Sarpi a spostarsi nella nuova costruzione: per l’affitto di un locale da 30 metri quadrati arrivò a chiedere addirittura 35.000 euro!

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Tutto era pronto: il seminterrato era dedicato all’abbigliamento e ad articoli per la casa, al piano terra trovavano post bar e ristoranti, insieme a una sala giochi; infine l’ultimo piano era composto dalle sale cinema, ognuna con un nome di una città diversa da tutto il mondo. In questa truffa furono coinvolti ben 200 negozianti.

La fine del Magic Movie Park

L’attività duro solo qualche settimana. Infatti le autorità si resero conto che Zhicai non aveva mai richiesto le autorizzazioni necessarie per la vendita: a luglio 2006 il Comune di Muggiò notificò una serie di ordinanze contro l’abusivismo e infine staccò la corrente elettrica.

Dopo una settimana senza luce, i commercianti cinesi rinchiusero Song Zhicai per 24 ore all’interno di un bagno. L’uomo riuscì ad fuggire solo con l’aiuto delle forze dell’ordine, che lo arrestarono per truffa seduta stante: si salvò dalle accuse di concorso in truffa e estorsione ai danni dei suoi connazionali, mentre per la Tornado Gest pagarono gli Zaccaria, condannati rispettivamente a cinque e quattro anni di reclusione.

L’intero stabile fu quindi abbandonato, per poi divenire una vera e propria discarica abusiva.

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Lo stato attuale

I ladri si sono dati da fare accanendosi sulla struttura, saccheggiando rame e persino gli amplificatori delle sale cinema. All’ingresso si trovano numerosi rifiuti, le bobine in cellulosa dei film sono srotolate sui pavimenti, dove giacciono cadaveri di topi. Una curiosità: all’interno di uno dei ristoranti cinesi si possono ancora trovare i documenti relativi all’imprenditore Zhicai.

Per fortuna a marzo del 2021 il Comune di Muggiò è riuscito ad aggiudicarsi la proprietà. L’idea è quella di abbattere il centro commerciale per riqualificare l’area e trasformarla in uno spazio verde.

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