Il faticoso respingimento di Salvini. Il leader del Carroccio rilancia sul censimento Rom, poi sente Conte e smorza i toni

Pietro Salvatori
epa06819612 The Prime Minister of Italy Giuseppe Conte during a joint press statement with German Chancellor Angela Merkel (not in the picture) at the Chancellery in Berlin, Germany, 18 June 2018. German Chancellor Angela Merkel and Prime Minister of Italy Giuseppe Conte meet for bilateral talks. EPA/CLEMENS BILAN

La mattina Matteo Salvini che tira dritto. E rilancia sul censimento dei rom con un post su Facebook. La sera, dopo aver sentito al telefono Giuseppe Conte, smorza quanto basta i toni. Effetto: per un altro giorno intero la questione ha tenuto banco, e il leader della Lega ha impresso per l'ennesima volta su di sé i principali motivi d'interesse dell'agenda politico/mediatica. Ieri la moral suasion del tandem composto da Conte e Luigi Di Maio aveva in parte funzionato, con la rettifica arrivata in serata. Il caso sembrava chiuso. Tant'è che quando il ministro dell'Interno ha riallacciato il filo della linea dura a Palazzo Chigi e in via Veneto ci sono stati momenti di fibrillazione. "Non sono tanto le finalità – commenta la war room stellata – ma quanto i modi di porre le questioni". Sembra una questione di lana caprina. Obiezione respinta: "Non lo è. Perché se gli obiettivi sono quelli di agevolare la scolarizzazione dei bambini e individuare gli irregolari è un conto. Se spari la parola censimento è un altro".

Le diplomazie si sono messe freneticamente al lavoro, annaspando lungo tutto il corso della giornata. Uscendo dal Senato Salvini ha assicurato che con il premier c'è "un'intesa granitica". Ma da Palazzo Chigi filtra tutt'altra versione: "Il punto è molto semplice: il censimento etnico non si può fare. Non solo è contro incostituzionale, ma viola anche i più elementari diritti umani". Il leader della Lega ha chiamato il presidente. Gli ha assicurato che il suo intento è solo quello di rispettare la legge, e il perimetro del codice penale e civile. Rassicurato – in parte - sulla sostanza, "l'avvocato del popolo italiano" non lo è stato affatto dal punto di vista dell'imposizione dell'agenda pubblica. Di fatto, le camicie verdi e in particolare il suo leader stanno cannibalizzando il dibattito con un continuo innalzamento dei toni, che toglie aria e spazio di manovra alle truppe stellate. È stato così in concomitanza con il G7, è...

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