Il figlio di Umberto Tozzi: "Per anni non si è fatto vivo: ora dice bugie su mia madre"

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Umberto Tozzi; Nicola Armando Tozzi; Tozzi e Serafina Scialò

“Non uso il cognome di mio padre, Umberto Tozzi. Per anni non si è fatto vedere: ora dice falsità su mia madre”. A raccontarlo è Nicola Armando, figlio di Tozzi e di Serafina Scialò, ex compagna del cantante trovata morta nella sua abitazione a Udine. La notizia della scomparsa è arrivata domenica 19 gennaio dopo che la donna, che si occupava delle pulizie in una scuola, aveva fatto perdere le tracce da qualche giorno, anche sul luogo di lavoro.

Nicola, nato nel 1983, parla al Corriere della Sera dopo che, sulle pagine dello stesso quotidiano, qualche giorno fa il padre aveva dichiarato: “Avrei potuto mandare in galera Serafina per i soldi di cui si è appropriata. A suo tempo le avevo firmato due assegni in bianco per pagare dei fornitori. Lei li mandò all’incasso: uno era di 100 milioni, l’altro di 350 milioni di lire [...] Ma anche se mi aveva lasciato sul lastrico io rinunciai all’azione penale: era la madre di mio figlio”. Ora Nicola Armando racconta: 

“Avrei preferito che mio padre non parlasse ai giornali di questioni di famiglia [...] Perché ha detto cose false e mia madre non può più difendersi. Non cerco notorietà, altrimenti avrei parlato prima: da quando ho cinque anni ho memoria di cose che o ti fanno o finire male o crescere in fretta” [...] Lui dice che mia madre gli impediva di incontrarmi? Una volta o due venne e mamma non mi mandò[...] Poi l’ho cercato io a un concerto, a 16 anni, e lo frequentai con la sua famiglia fra i 18 e i 21. Ma dopo, le poche volte, era col suo entourage, non aveva voglia di parlare [...] Per le condoglianze non ha chiamato.

A chi gli domanda quale ricordo abbia della fine della relazione tra i suoi genitori, avvenuta nel 1985, il giovane racconta: 

“Le liti al telefono per interposta persona. I miei si parlavano solo tramite avvocati o parenti e io in mezzo [...] Mia madre mi portava dagli avvocati e, già a sei anni, mi diceva: prendi il telefono e chiama tuo padre [...] Quando si...

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