Il folle 2020 dei mercati ha spiazzato anche gli algoritmi

Arcangelo Ròciola
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AGI -  Il 2020 dei mercati è stato finora un'incognita. Ha spiazzato i fondi di investimento tradizionali, ma anche quelli tecnologicamente più avanzati non hanno potuto fare a meno di prendere atto di una realtà in continua mutazione. è successo a marzo, con il crollo improvviso dei mercati causata dalla pandemia e dai lockdown in mezzo mondo. Ed è accaduto ancora a novembre, con l'improvvisa euforia dovuta al doppio annuncio di un vaccino per il Covid-19, quello di Pfizer-Biontech prima e quello di Moderna dopo, che ha portato le borse mondiali a segnare nuovi record, con il Dow Jones che ieri è arrivato a un soffio da quota 30.000 punti.

"Per i fondi che usano modelli tradizionali si tratta di eventi straordinari. Vari fondi algoritmici hanno riportato grandi perdite nel corso della prima parte dell'anno proprio perché è stato 'imprevedibile' l'impatto del virus prima e poi quello delle banche centrali che hanno provato a tenere in piedi i mercati". Lo afferma in un colloquio con AGI Antonio Simeone, amministratore delegato di Euklid, un fondo di investimento che lavora esclusivamente con algoritmi creato a Londra nel 2018. "Rimane costante l'opinione che in qualunque caso i modelli non fossero pronti a cosi' tanti eventi inaspettati nel corso di un solo anno e generalmente i risultati sono stati di conseguenza negativi", commenta Simeone

Gli algoritmi non erano 'sufficientemente allenati' per capire le dinamiche del mercato dovute alla pandemia. Nessuno lo era. Il gigante dell'hedge fund Man Group a luglio era in perdita dell'8%; Bridgewater di Ray Dalio ad agosto cedeva il 18,6%, performance negative mantenute fino a ottobre. Persino i fondi aperti di Renaissance Technologies di Jim Simons quest'anno hanno registrato perdite del 21%. Difficile muoversi in un terreno cosi' difficile quindi, sia per i giganti che per le gazzelle, sia quando i mercati sono in rosso che quando riacquistano nuovo slancio. L'aria di nuovo ottimismo degli ultimi sette giorni, d'altro canto, non è stata benefica per tutti: "Gli eventi della scorsa settimana sono stati di beneficio per alcuni fondi algoritmici, mentre per altri meno".

Non un fatto secondario perché, ricorda Simeone, "nella maggior parte dei casi i mercati sono fatti da algoritmi e non più da soli esseri umani. E gli algoritmi, usando delle tecnologie molto avanzate, cercano di analizzare i micro pattern del passato e leggere cosi' tracce, sfumature di emozioni che potrebbero tornare in futuro".

Forse la pandemia da Covid-19 'insegnerà' agli 'algos' a leggere queste serie anche in futuro. Ma il presente è fatto di un mercato che si è mosso sull'onda di notizie, cercando di posizionarsi in base alle previsioni. I listini americani, per lo più trainati in questi mesi dai titoli intangibili, ovvero quelle società tecnologiche che hanno beneficiato dalla pandemia, oggi vengono spinti dai titoli più legati al mercato tradizionale, scommettendo su un ritorno alla vita pre-Covid. Amazon dall'annuncio del vaccino Pfizer-Biontech ha perso il 5,7%; nello stesso periodo la piattaforma di video Zoom ha ceduto il 15%, percentuale che sale al 30% se si guardano gli ultimi 30 giorni. Il colosso dell'aviazione Boeing nello stesso periodo ha guadagnato il 30%; American Airlines il 10%; Airbus il 29%.

"Ci si dimentica sempre che il mercato azionario cerca di scontare o, meglio, anticipare gli eventi futuri", osserva Simeone. "A ogni modo le performance dei titoli tradizionali, nonostante il recupero degli ultimi tempi, sono ancora molto lontane rispetto ai multipli che ci ha abituati il settore tecnologico. Potrebbe comunque iniziare una seria rotazione settoriale". E gli algoritmi di Euklid come hanno reagito in questo 2020? "A marzo ci avevamo preso, ma anche questo novembre, sia con l'elezione di Joe Biden che con l'annuncio dei vaccini". 

@arcangeloroc