Il fortino del Tesoro. L'irritazione di Giovanni Tria per l'attacco di Luigi Di Maio: il ministro non molla sul deficit all'1,6%

Giuseppe Colombo

Un attacco sgradevole, con toni da commissariamento e soprattutto con un aggettivo, "serio", che fa male perché letto come una delegittimazione del lavoro sulla manovra che si sta cercando di portare avanti con fatica nonostante le richieste di 5 Stelle e Lega restano ancora imponenti. Quando Luigi Di Maio affida all'Ansa le sue parole di fuoco contro il ministro dell'Economia, Giovanni Tria ("Un ministro serio i soldi li deve trovare"), il sentiment che circola nelle stanze di via XX settembre è quello dell'irritazione. Troppo facile - è il ragionamento - pretendere misure costose, insistendo sul deficit oltre il 2% e lavandosi le mani sulle coperture che servono e che ancora non ci sono.

Le dichiarazioni in chiaro del vicepremier pentastellato alzano ulteriormente la temperatura dello scontro dentro il governo sulla legge di bilancio. Non è la prima volta che Tria finisce sotto attacco, ma anche questa volta la linea del Tesoro per ora non cambia.

Tria resta fermo nelle sue convinzioni, risoluto nel ribadire che alzare l'asticella del deficit oltre l'1,6% non si può e soprattutto non si deve fare. Al massimo si può pensare a uno scostamento fino all'1,7%, ma non certamente pensare di andare oltre il 2 per cento. Posizione, quella del ministro dell'Economia, che era stato lui stesso a ribadire nel corso del supervertice che si è tenuto ieri a palazzo Chigi. È lì che Tria ha tirato su il mattone portante per costruire un fortino il quanto più possibile resistente alla pressione impetuosa di Di Maio e a quella, per una volta più soft nei toni, di Matteo Salvini. "Se forziamo il deficit i mercati ce la faranno pagare", avrebbe detto il ministro quando la temperatura intorno al tavolo a cui erano seduti anche il premier Giuseppe Conte e alcuni sottosegretari, ha toccato un livello preoccupante.

Quanto il fortino di Tria riuscirà a tenere è una delle variabili - forse la principale - da cui dipenderà la forma finale che assumerà la legge di...

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