"Il freddo, la fame, l'illusione. Stiamo ignorando un gioco maledetto"

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Alessandro Penso (Photo: Alessandro Penso - Instagram)
Alessandro Penso (Photo: Alessandro Penso - Instagram)

“Ieri sono stato ad un funerale di un ragazzo di 19 anni che è morto in questo maledetto gioco”. C’era anche lui tra le migliaia di migranti stipati al confine tra Bielorussia e Polonia, racconta Alessandro Penso, fotoreporter di fama internazionale che ha vinto Il World Press Photo nel 2014 proprio raccontando i migranti. Anche il giovane era davanti al filo spinato che lo divideva dall’Unione Europea, immagine simbolo che compare in ogni fotografia riguardante quelle aree. Penso ha potuto vedere queste persone dal vivo, “nella loro sofferenza per il freddo, per la fame, per la morte dei familiari, per essere stati privati di ogni bene e illusi di poter entrare nell’Ue”.

“Non è facile vedere e raccontare che cosa sta accadendo dal punto di vista umanitario, quali azioni gli agenti polacchi e bielorussi compiono nei confronti dei migranti. La Polonia ha creato una zona rossa, e non fa entrare nessuno non solo in quest’area cuscinetto, ma anche nei villaggi limitrofi. La pena è l’arresto e multe fino a 1500 euro. Io stesso sono stato bloccato e non ho potuto scattare molte foto” spiega Penso. L’unico modo per incontrare i migranti è accompagnare le persone del posto, dei villaggi circostanti, che da mesi ormai offrono un servizio di volontariato nei confronti dei migranti. “Sono riusciti a creare un servizio di call center. Hanno preso alcuni numeri di cellulare dei migranti e quando qualcuno di loro è in difficoltà, perché si ammala, si fa male o viene picchiato, può mandare un messaggio all’help center. A quel punto viene geolocalizzato e il servizio invia in soccorso i volontari più vicini”.

TOPSHOT - A picture taken on November 8, 2021 shows migrants at the Belarusian-Polish border in the Grodno region. - Poland on November 8 said hundreds of migrants in Belarus were descending on its border aiming to force their way into the EU member in what NATO slammed as a deliberate tactic by Minsk. - Belarus OUT (Photo by Leonid Shcheglov / BELTA / AFP) / Belarus OUT (Photo by LEONID SHCHEGLOV/BELTA/AFP via Getty Images) (Photo: LEONID SHCHEGLOV via BELTA/AFP via Getty Images)
TOPSHOT - A picture taken on November 8, 2021 shows migrants at the Belarusian-Polish border in the Grodno region. - Poland on November 8 said hundreds of migrants in Belarus were descending on its border aiming to force their way into the EU member in what NATO slammed as a deliberate tactic by Minsk. - Belarus OUT (Photo by Leonid Shcheglov / BELTA / AFP) / Belarus OUT (Photo by LEONID SHCHEGLOV/BELTA/AFP via Getty Images) (Photo: LEONID SHCHEGLOV via BELTA/AFP via Getty Images)

Grazie ai volontari il fotoreporter ha conosciuto maggiori dettagli su quello che è stato il viaggio di queste persone, per arrivare ai confini con l’Ue. Penso racconta che i migranti, provenienti da Kurdistan, Yemen, Iraq, Iran, Siria, Afghanistan, ma anche Libia, e persino Dubai, hanno pagato fior di quattrini per riuscire ad approdare fino alla Bielorussia. “Le persone con cui ho parlato mi hanno detto che hanno pagato tra i 2500 e i 2800 euro per i voli e i visti e per arrivare al confine con la Polonia. Per poi essere spinti in maniera brutale ad attraversarlo, mettendosi in pericolo” commenta il fotoreporter. Sì perché la maggior parte delle persone che Penso ha incontrato hanno riferito di essere spaventate dalla polizia bielorussa, che “li forza a continuare a spingere verso il confine, ad andare avanti”. E li illude di poter entrare facilmente in Germania. “Un migrante ad esempio mi ha riferito che gli hanno detto di andare alla dogana dove ci sarebbero gli autobus che lo portano direttamente a Berlino” aggiunge Penso. Alcuni migranti hanno raccontato che gli viene tolto anche il passaporto. “La maggior parte delle persone vuole andare in Germania perché là hanno parenti e amici”. Il fotografo sottolinea però che le notizie che arrivano dai migranti continuano ad essere tante e contrastanti, appunto perché “la polizia polacca non vuole far accedere i media all’area”.

The Massini family from Syria, father Muhammad (L), mother Alaa (C) and two of their sons are waiting for transport wrapped in blankets assisted by volunteers of Medycy na Granicy (Medics on the Border)in the forest near the east Polish town of Kleszczele , October 22, 2021. - Thousands of migrants, mostly from the Middle East have crossed or tried to cross from Belarus since the summer. The EU believes the Belarusian regime is deliberately sending the migrants over in retaliation against EU sanctions. (Photo by Wojtek RADWANSKI / AFP) (Photo by WOJTEK RADWANSKI/AFP via Getty Images) (Photo: WOJTEK RADWANSKI via AFP via Getty Images)
The Massini family from Syria, father Muhammad (L), mother Alaa (C) and two of their sons are waiting for transport wrapped in blankets assisted by volunteers of Medycy na Granicy (Medics on the Border)in the forest near the east Polish town of Kleszczele , October 22, 2021. - Thousands of migrants, mostly from the Middle East have crossed or tried to cross from Belarus since the summer. The EU believes the Belarusian regime is deliberately sending the migrants over in retaliation against EU sanctions. (Photo by Wojtek RADWANSKI / AFP) (Photo by WOJTEK RADWANSKI/AFP via Getty Images) (Photo: WOJTEK RADWANSKI via AFP via Getty Images)

“Ora, dalle ultime notizie che i migranti sono stati trasportati in un capannone, anche perché non è possibile stare intere notti lì fuori”. Fuori, ieri notte, la temperatura ha toccato i -3 gradi. Eppure gli agenti polacchi hanno cercato di disperdere i migranti con degli idranti d’acqua. ”È stata una decisione molto dura. Se sei completamente bagnato, in un posto in cui la sera si va anche sotto lo zero, sei morto” commenta Penso. Le autorità polacche hanno usato gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per fermare i migranti che tentavano di entrare nel Paese e lanciavano pietre contro le guardie di frontiera. Un atto difeso dallo stesso ministro della Difesa polacco, Mariusz Błaszczak, che su Twitter ha ringraziato i militari, sostenendo come la loro risposta abbia “messo al sicuro il Paese”. Varsavia accusa Minsk di fornire granate fumogene ai migranti che cercano di attraversare il confine con l’Unione europea, rappresentata dalla Polonia. “Non ne abbiamo intenzione ma, se necessario, saremo pronti a utilizzare le armi” ha dichiarato in conferenza stampa la portavoce delle guardie di frontiera polacche, Anna Michalska, secondo cui tra i gruppi di migranti ci sarebbero anche ufficiali bielorussi in abiti civili, fra i principali responsabili nel coordinamento dell’attacco di ieri. Di parere opposto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, per il quale l’esercito polacco, usando gas lacrimogeni e cannoni ad acqua contro i migranti, “ha violato le norme del diritto umanitario internazionale”.

TOPSHOT - A picture taken on November 8, 2021 shows Poland's law enforcement officers watching migrants at the Belarusian-Polish border. - Poland on November 8 said hundreds of migrants in Belarus were descending on its border aiming to force their way into the EU member in what NATO slammed as a deliberate tactic by Minsk. - Belarus OUT (Photo by Leonid Shcheglov / BELTA / AFP) / Belarus OUT (Photo by LEONID SHCHEGLOV/BELTA/AFP via Getty Images) (Photo: LEONID SHCHEGLOV via BELTA/AFP via Getty Images)
TOPSHOT - A picture taken on November 8, 2021 shows Poland's law enforcement officers watching migrants at the Belarusian-Polish border. - Poland on November 8 said hundreds of migrants in Belarus were descending on its border aiming to force their way into the EU member in what NATO slammed as a deliberate tactic by Minsk. - Belarus OUT (Photo by Leonid Shcheglov / BELTA / AFP) / Belarus OUT (Photo by LEONID SHCHEGLOV/BELTA/AFP via Getty Images) (Photo: LEONID SHCHEGLOV via BELTA/AFP via Getty Images)

Respinti da ogni dove, nessuno, se non i cittadini del posto e le Ong che riescono ad operare, aiutano queste persone. Il fotografo racconta che addirittura “alcune auto con a bordo dottori che prestavano soccorso al confine sono state distrutte”. Chi invece si adopera per portare aiuti concreti a queste persone è la Caritas, che, racconta Penso, “nei paesi locali fa un grandissimo lavoro”. Spronati ancora di più dalle parole di Papa Francesco - che ha detto che la costruzione di muri anti-migranti è un ritorno al passato - ogni domenica fanno donazioni e cercano di aiutare le Ong, anche quelle non cattoliche. “E poi ci sono i movimenti antisovranisti e antipopulisti, più consapevoli della situazione generale. All’inizio cercavano di essere presenti per provare a mandare le persone in Polonia. Monitoravano i migranti e chiedevano che fosse rispettato il loro diritto all’asilo politico. E questo ha permesso a volte di evitare dei respingimenti” aggiunge Penso.

Verso la fine del racconto torna a parlare di gioco, Penso. Di “gioco di propaganda, in cui chi ci rimette sono solo le piccole persone”. “I bambini, tanti bambini, tantissimi. Le donne incinte, le persone con disabilità. Al di là delle sanzioni, chi risarcirà queste persone? Dei soldi rubati, dei familiari morti, delle false promesse, di ciò che hanno passato? Anche una volta tornati nei loro Paesi come potranno vivere senza avere più i loro risparmi? - si chiede il fotoreporter - Stando là ho avuto come l’impressione che sia una dichiarazione di guerra. Non è solo immigrazione. È un gioco in cui al centro ci sono le persone e tutti noi invece ci stiamo scordando di loro. Abbiamo perso il contatto con chi sono, con cosa sta succedendo nei loro paesi. Non dobbiamo scordarci che sono le persone più vulnerabili al mondo”. Penso si fa più silenzioso. Le parole forse non bastano più. Le immagini del filo spinato e del paesaggio grigio e che evoca un’atmosfera gelida neanche. “Siamo di fronte ad una pagina tristissima, atroce, in cui servirebbe grande unità per dire basta a tutto questo” conclude.

A picture taken on November 10, 2021 shows migrants at a camp on the Belarusian-Polish border in the Grodno region. - Hundreds of desperate migrants are trapped in freezing temperatures on the border and the presence of troops from both sides has raised fears of a confrontation. - Belarus OUT (Photo by Leonid Shcheglov / BELTA / AFP) / Belarus OUT (Photo by LEONID SHCHEGLOV/BELTA/AFP via Getty Images) (Photo: LEONID SHCHEGLOV via BELTA/AFP via Getty Images)
A picture taken on November 10, 2021 shows migrants at a camp on the Belarusian-Polish border in the Grodno region. - Hundreds of desperate migrants are trapped in freezing temperatures on the border and the presence of troops from both sides has raised fears of a confrontation. - Belarus OUT (Photo by Leonid Shcheglov / BELTA / AFP) / Belarus OUT (Photo by LEONID SHCHEGLOV/BELTA/AFP via Getty Images) (Photo: LEONID SHCHEGLOV via BELTA/AFP via Getty Images)

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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