Il fumo delle sigarette assottiglia la corteccia cerebrale

LaRedazione.org

I danni provocati dal fumo non sono affatto una novità, ormai già da diversi anni. Ora, però, arriva un'ulteriore e preoccupante novità: tra i numerosi effetti negativi apportati dalle "bionde", ci sarebbe anche un assottigliamento dello strato più esterno della corteccia cerebrale, un gap che impiegherebbe diversi anni per essere recuperato, anche una volta smesso di fumare.

La ricerca (condotta da un’equipe internazionale composta da studiosi dell’Università di Edimburgo, in Scozia, e da ricercatori della McGill University di Montreal, in Canada) ha coinvolto 500 persone con più di 70 anni: 36 fumatori e 223 ex fumatori, mentre i restanti 241 partecipanti non avevano mai fumato. Tutti sono stati indistintamente sottoposti a risonanze magnetiche funzionali effettuate al cervello e a misurazioni del quoziente intellettivo. Ebbene, lo strato esterno della corteccia cerebrale era più assottigliato nei fumatori. Inoltre, i parametri cerebrali come la memoria e la flessibilità cognitiva presentavano forti discrepanze tra chi non aveva mai fumato e chi, invece, era fumatore abituale.

Gli autori dello studio, successivamente pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry, hanno affermato in proposito: "L'analisi degli esami ha rivelato che i fumatori hanno in generale una corteccia più sottile di chi non ha mai fumato. Dunque, i fumatori devono sapere che le sigarette potrebbero accelerare l'assottigliamento della corteccia cerebrale e che ciò potrebbe portare a un deterioramento cognitivo".



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Nello studio viene rilevata anche quella che potrebbe essere considerata come una "nota positiva", ovvero una parziale reversibilità del danno. I ricercatori, infatti, hanno individuato un potenziale margine di recupero, sebbene i tempi per la "riparazione" siano estremamente lunghi ed il processo non valga sempre e in tutti i casi: "A chi ha smesso di fumare (e che aveva fumato una media di un pacchetto al giorno per 30 anni) sono serviti almeno 25 anni per annullare le differenze in termini di spessore rispetto a chi non ha mai fumato. Ma l'assottigliamento corticale sembra persistere anche molti anni dopo che si smette di fumare".

E se, dunque, declino cognitivo, demenza o degenerazione neurologica possono apparire come "danni minori", basterà ricordarsi di cancro ai polmoni, incremento di patologie cardiovascolari ed episodi cardiaci importanti ed invecchiamento della pelle: motivi decisamente importanti per dare l'addio definitivo alle bionde...




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