Il funerale del vescovo di Podgorica tra baci alla salma e assenza di mascherine: paura per un maxi contagio

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vescovo Montenegro
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Potrebbero essere migliaia le persone contagiate in Montenegro, a causa di un funerale dove le misure di sicurezza non sono state rispettate. Così gli occhi del mondo sono puntati sullo stato che ha una percentuale di positivi allarmante: si contano 90 nuovi casi al giorno su 100mila abitanti.

Focolaio spaventoso in Montenegro

Se guardiamo al di là dei confini nazionali, la situazione è peggiore della nostra per alcuni Paesi. Ne è un esempio il Montenegro, la cui percentuale di positivi sfiora cifre record: nello stato balcanico si registrano 90 nuovi casi al giorno su 100mila abitanti (l’Italia, per intenderci, conta 54,5 nuovi positivi al giorno sempre su 100mila abitanti). Secondo solo al Lussemburgo, il Montenegro è in affanno già da questa primavera, quando otto vescovi ortodossi erano stati arrestati per aver violato il regolamento anti-Covid. Un’altra violazione delle regole igienico sanitarie ha portato alla nascita di un maxi focolaio: in migliaia potrebbero essersi contagiati durante le esequie del vescovo Amfilohije Radović a Podgorica.

Il funerale senza misure di sicurezza

Un funerale, quello del vescovo di Podgorica, in cui le misure di sicurezza non sono state rispettate: hanno destato scalpore i baci alla salma, l’assenza di mascherine e di distanziamento sociale tra i numerosi fedeli presenti. Il vescovo Amfilohije Radović è deceduto a 82 anni proprio a causa del coronavirus. Proprio per questo, e a causa del rito di omaggio che prevede baci alla fronte e alle mani della salma, è scoppiato un focolaio spaventoso, che ha causato un numero di contagi senza precedenti. Alle esequie, che si sono svolte il 1 novembre, ha partecipato anche il patriarca della Chiesa ortodossa serba Irinej, risultato positivo al coronavirus e morto il 20 novembre.