Il futuro del cibo: l'urgenza di cambiare a forum Fondazione Barilla

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Milano, 24 ott. (askanews) - L'undicesima edizione del forum internazionale su cibo e nutrizione di Fondazione Barilla cade in un momento cruciale per la ridefinizione dell'economia agroalimentare globale. E non soltanto perché il 2020 è il primo anno di un decennio determinante per il raggiungimento dei 17 obiettivi dell'Agenda dell'Onu, ma anche e soprattutto perché la pandemia, con la sua pervicacia e la sua virulenza, ha reso evidenti a tutti i paradossi dei nostri sistemi alimentari, ha trasformato in una emergenza domestica problemi come la povertà alimentare, le difficoltà di accesso al cibo, ha rimesso in discussione l'architettura e i ruoli della filiera, dall'agricoltore allo chef. Proprio la pandemia ha costretto questo appuntamento annuale a debuttare sull'online ma non per questo obiettivi e interlocutori saranno da meno rispetto alle precedenti edizioni. Anzi, come suggerisce il titolo dell'evento che si terrà il primo dicembre, "Resetting the Food System from Farm to Fork - Setting the Stage for UN 2021 FOOD Systems Summit", l'ambizione è quella di fornire contenuti e risposte ai grandi interrogativi che ruotano attorno ai moderni sistemi alimentari, dal campo alla tavola, come suggerisce la "Farm to Fork Strategy" dell'Unione Europea. Ad animare l'evento, promosso da Fondazione Barilla e Food Tank, fondazione americana impegnata a contrastare fame, obesità e povertà a livello globale, le voci di Massimo Bottura, chef stellato dell'Osteria Francescana di Modena nonché Goodwill ambassador delle Nazioni Unite, il Commissario europeo per l'Agricoltura, Janusz Wojciechowski, il rappresentante italiano dell'Executive board dell'Oms, Walter Ricciardi, il professore della Cornell University e Capo redattore di Food Policy, Chris Barrett; la professoressa di Public health policy alla Harvard Chan School of Public Health nel dipartimento di Health Policy and Management, Sara Bleich; il vice presidente di Slow Food International, Edie Mukiibi. Sette i panel di approfondimento individuati dal Forum per progettare il futuro del cibo. Si parte proprio dagli agricoltori, responsabili della produzione del 70% del cibo di tutto il mondo. In particolare ci si concentrerà sul ruolo di giovani e donne del comparto nel fornire cibo per tutti avendo cura del Pianeta. Chef e ristorazione sono i protagonisti del secondo panel che accende un faro sull'impatto devastante che il Covid19 ha avuto sul settore, e su come proprio loro potranno contribuire a conciliare gusto, salubrità e sostenibilità ambientale in un piatto. Ci sarà poi il tema della politica alimentare e agricola, di come aziende e rispettivi prodotti e good corporate citizenship possano soddisfare i bisogni delle comunità; il tema dei modelli di business che non potranno più prescindere da sostenibilità ambientale e sociale, l'impatto della tecnologia digitale per ridisegnare il mondo dell'agroalimentare. E ancora un approfondimento sul cibo come fattore di prevenzione. Infine nel panel conclusivo, i direttori delle Agenzie internazionali delle Nazioni Unite raccoglieranno le evidenze emerse nel corso dell'evento, strumenti per favorire la creazione di un movimento globale capace di mettere in atto azioni decisive e condivise verso il Food Systems Summit 2021 promosso dall'Onu. "Siamo entrati nei 10 anni fondamentali per raggiungere i 17 SDG e ridisegnare il nostro futuro e quello del Pianeta. Saranno anni in cui i sistemi alimentari si dovranno preparare per nutrire 10 miliardi di persone preservando al tempo stesso le risorse naturali e la biodiversità. In un contesto ulteriormente accentuato, in cui la recente pandemia minaccia la disponibilità di cibo e aumenta l'insicurezza alimentare, abbiamo l'opportunità di resettare i sistemi alimentari per ridisegnarli a livello globale - ha dichiarato Anna Ruggerini, direttore operativo della Fondazione Barilla - Questo appuntamento si colloca in un percorso - che parte dalla Farm to Fork Strategy dell'UE e prepara al Food Systems Summit del 2021 fortemente voluto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite per aumentare la consapevolezza delle persone sugli attuali sistemi alimentari e che mira a ripensare il modo in cui produciamo, distribuiamo e consumiamo il cibo, con soluzioni concrete".