Il futuro dell'auto elettrica passa dalle colonnine ad alta potenza

Redazione
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MILANO (ITALPRESS) - "Volkswagen ha annunciato che entro il 2050 vuole arrivare a essere carbon neutral, quindi a bilancio zero nella produzione di CO2. Questo vuol dire, che dal 2040 non venderemo piu' vetture con motore a combustione interna. Per arrivarci, dobbiamo prepararci, e ci sono molte cose da fare dal punto di vista industriale e della produzione ma anche dal punto di vista della distribuzione e della vendita". Cosi' Massimo Nordio, amministratore delegato di Volkswagen Italia, intervenendo a Focus Live Show, riassume i principali obiettivi della casa di Wolfsburg in tema di mobilita' sostenibile.

"Per una serie di ragioni l'auto elettrica, oggi, non puo' essere per tutti. Non tanto perche' l'industria automobilistica non sia in grado nel 2021 di offrire 1,6 milioni di vetture al mercato italiano, ma perche' ancora ci sono delle caratteristiche dell'ecosistema della mobilita' elettrica, che non lo rendono completamente sostituibile all'ecosistema della mobilita' termica", spiega il manager. "Ognuno di noi ha il suo modo di fruire della mobilita', una configurazione personale, come se fosse un profilo psicologico, che in realta' e' un profilo comportamentale. Alcune fasce sono gia' pronte oggi, altre no e lo saranno piu' avanti", analizza Nordio. Oltre alle differenze tra i consumatori, anche l'ambiente tecnologico varia: "Noi andiamo avanti a produrre auto sempre piu' economiche dal punto di vista del prezzo d'acquisto, con un'autonomia sempre maggiore e temi di ricarica sempre minori. In parallelo deve crescere anche l'infrastruttura, tutti gli attori devono suonare la sinfonia nella stessa tonalita'", auspica.

Tra i problemi non c'e', secondo Nordio, l'ansia da ricarica: "Io non ne ho vista. C'e' chi sceglie la mobilita' elettrica per una mobilita' quasi esclusivamente urbana, quindi deve fare qualche decina di chilometri al giorno, e con una wallbox privata nel cortile condominiale o nel suo box il problema della ricarica non si pone, perche' va a dormire la sera, e alla mattina, trova l'auto carica. Chi ha percorrenze piu' lunghe, ha maggiore esigenza di fare delle ricariche. Ma da un lato c'e' l'aumento dell'autonomia, con batterie piu' potenti e meno costose, e dall'altro la crescita della rete dei punti di ricarica".

Il problema da risolvere per l'ad di Volkswagen Italia e' un altro: "Non mi riferisco alla numerosita' dei punti, anche se sono sbilanciati tra Nord e Sud. A fare la differenza e' la qualita': dobbiamo avere molti piu' punti di ricarica ad alta potenza, che noi chiamiamo Hpc (High power charging) che consentono in meno di mezzora la ricarica completa. Questa e' la chiave di volta, oggi in Italia su 16.000 punti di ricarica pubblica, meno dell'1% sono Hpc. Il problema e' che questi punti ricarica non ci sono nelle citta' dove si arriva al massimo a 50 kW, mentre si puo' arrivare a 350 kW, e non sono presenti in autostrada. Questa rete, se ci fosse, consentirebbe di fare dell'auto elettrica anche la prima auto delle famiglie. Sarebbe fondamentale".

(ITALPRESS).

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