Il generale reduce del Kosovo spiega la natura della reazione alle istanze Nato della Finlandia

Il generale Luigi Chiapperini
Il generale Luigi Chiapperini

In una intervista al Messaggero il generale Luigi Chiapperini lo ha spiegato bene: “La Russia può mandare missili ai confini europei ma sarebbe solo una minaccia”. In buona sostanza il generale ex comandante dei contingenti Nato e Onu in Kosovo ha spiegato la natura strategica ma non operativa della reazione alle istanze Nato della Finlandia e della Svezia. E il sunto è che Mosca è pronta a puntare missili balistici sull’Europa ma parrebbe al solo scopo di minaccia. Ha detto Chiapperini: “Nel breve termini potrebbero esserci misure dimostrative con una presenza più massiccia di militari al confine”.

Chiapperini: “La Russia può mandare missili

“In caso invece di vere e proprie azioni militari, finché i due paesi non saranno (se lo saranno) a pieno titolo nell’Alleanza la Nato non potrà intervenire”. Ed è il motivo degli accordi extra con Usa e Regno Unito: “Ora la Russia sarà costretta a schierare capacità militari addizionali anche verso il fianco Nord-Ovest. Ciò potrà avere due conseguenze: lo spostamento di unità o il riorientamento di alcune capacità missilistiche da altri fronti che rimarrebbero sguarniti. Oppure una nuova corsa al riarmo alla quale stiamo già assistendo da qualche anno”.

Nessun innesco militare automatico

Attenzione, per Chiapperini l’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato non innescherà militarmente Mosca in senso diretto, poi sui missili “Quello che sappiamo è che il codice missilistico Iskander 9K720 (conosciuto in ambito Nato con il codice SS-26 Stone) è un missile balistico a corto raggio su veicolo stradale, quindi con elevata mobilità, con una portata fino a 500 chilometri. Per obiettivi più distanti ci sarebbero altri ordigni. Ma la letalità dell’Iskander sta nel fatto che non segue una traiettoria balistica e la si può cambiare durante il volo. I paesi occidentali dispongono di ottime difese anti-missile, che però vanno adeguate alla minaccia”.

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