Il giallo della cameriera uccisa in provincia di Avellino

Dieci coltellate alla gola. E’ ancora un giallo la morte di Claire Martin, madre trentenne di origini inglesi trovata senza vita il primo marzo a Carpignano di Grottaminarda, in provincia di Avellino. Per i pm si è trattato di un suicidio, ma i genitori della donna - fidanzata con un cuoco, Diego Mascolo, da cui aveva avuto un bambino – sono convinti che si tratti di omicidio.

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Il padre, Colvin Martin, racconta al Daily Mail:  “Non so chi abbia ucciso la mia Claire, ma so che non si è suicidata. Nessuno”, sostiene, “può sferrare contro se stesso dieci coltellate, e alla gola”. “Mia figlia era sempre sorridente, positiva, non aveva mai commesso atti autolesionistici. Poteva essere un po' giù di morale, ma non depressa”, aggiunge la madre. “E poi ci aveva parlato dieci ore prima, via Skype, e faceva progetti per il futuro”: tipo raggiungere il fidanzato in Germania, dove lui si era trasferito dallo scorso novembre

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Gli inquirenti, invece, sono di diverso avviso: per loro si è trattato di un suicidio. Lo dimostrerebbero le macchie di sangue e la traiettoria dei colpi, che non sembrerebbero sferrati da una seconda persona. E anche il fatto che non ci sia nessun segno sulle mani che possa fare pensare a un tentativo di difendersi da un aggressore. Da Londra, però, arrivano forti critiche all’inchiesta. Secondo la famiglia di Claire, e alcuni media britannici, ci sono ancora troppi punti oscuri da chiarire.

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