Il Giappone potrebbe dotarsi di missili ipersonici entro il 2030

Image from askanews web site
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Roma, 3 nov. (askanews) - Il ministero della Difesa giapponese sta valutando la possibilità di dispiegare entro il 2030 missili ipersonici per rafforzare la capacità deterrente rispetto ai pericoli regionali. Lo ha rivelato oggi il giornale Nikkei shimbun.

I missili ipersonici sono in grado di volare a una velocità di cinque volte superiore a quella di un normale missile balistico, il che li rende molto più difficili da abbattere.

Il Giappone, alla luce della rafforzata capacità missilistica mostrata dalla Corea del Nord e dalla Cina, a questo punto pensa di dover non solo essere in grado di intercettare i missili in arrivo, ma anche di lanciare in risposta propri missili.

Negli ultimi due giorni la Corea del Nord ha dato vita a un'intensa attività balistica e oggi ha lanciato anche un missile intercontinentale che, se non avesse fallito nel seguire la sua traiettoria, avrebbe sorvolato il Giappone.

Secondo il libro bianco della difesa giapponese, la Cina si è dotata di missili ipersonici e la Russia li ha in servizio dal 2019 e nel 2021 ne ha testato anche uno da sottomarino.

Il Giappone in una fase di revisione della sua strategia di difesa, che dovrebbe essere presentata entro la fine dell'anno. In questo documento potrebbero essere inclusi anche i missili ipersonici.

L'adozione delle nuove capacità missilistiche, secondo il Nikkei, potrebbe avvenire in tre stadi. Il primo prevederebbe l'acquisto dagli Usa di missili Tomahawk e di altri modelli a lungo raggio, che rafforzerebbero la deterrenza nipponica. Il secondo stadio sarebbe l'aggiornamento dei missili Tipo-12, che sono costruiti in Giappone, e che ora hanno una gittata di 200 km ma dovrebbero essere estesi a 1.000 km. Questo secondo stadio dovrebbe essere completato entro il 2026. Infine entro il 2030 dovrebbero essere adottati i missili ipersonici.

La difesa giapponese ha già cominciato a studiare la tecnologia dei motori Scramjet, in cui il combustibile è bruciato in aria compressa per fornire ulteriore propulsione.