Il gigante Tata riprende il timone di Air India

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Image from askanews web site
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Roma, 8 ott. (askanews) - Tata Sons, la holding che controlla il più grande conglomerato indiano Tata Group, ha vinto la gara per l'acquisto della compagnia di bandiera Air India. L'ha annunciato oggi il governo di Nuova Delhi.

La Tata ha battuto l'offerta poresentata da Ajay Singh, fondatore della compagnia low-cost SpiceJet.

Per Tata è un ritorno al timone di Air India. Infatti sono stati proprio i Tata a fondare la compagnia aerea nel 1932, sotto il nome di Tata Airlines poi rinominata Air India nel 1946.

Nel 1953 Air India finì sotto il controllo dello stato, anche se Jehangir Ratanji Dadabhoy Tata - che fu aviatore oltre che presidente di Tata Group - continuò a essere il presidente di Air India fino al 1977.

Il conglomerato indiano è comunque presente anche ora nel settore delle aerolinee, perché gestisce la Vistara in cooperazione con Singapore Airlines e AirAsia India con la malaysiana AirAsia.

E' la seconda volta che il governo indiano tenta di vendere Air India. Nonostante l'esecutivo di Nuova Delhi abbia immesso 305 miliardi di rupie (3,5 miliardi di euro) dal 2012, Air India continua a perdere e ha accumulato un debito di 600 milairdi di rupie (6,9 miliardi di euro).

Nell'anno fiscale 2020, terminato a marzo, Air India ha riportato una perdita netta di quasi 80 miliardi di rupie (920,4 milioni di euro), confermando un trend negativo che procede da diversi anni.

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