“Il giorno più bello”, Luca e Paolo e le nevrosi di un matrimonio

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Roma (askanews) – Andrea Zalone è da anni autore e spalla perfetta di Maurizio Crozza in tv e ora esordisce come regista de “Il giorno più bello”, nei cinema dal 9 giugno. E’ la versione italiana della commedia francese “C’est la vie”, che racconta tra gag, imprevisti, colpi di scena, equivoci, i preparativi e i dietro le quinte di un matrimonio. Protagonisti Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri, nei panni di un organizzatore di matrimoni sull’orlo del fallimento e di un fotografo già fallito, entrambi innamorati di Valeria Bilello. Lei guida la truppa dei cuochi per il pranzo di nozze, mentre Stefano De Martino e Fiammetta Cicogna interpretano gli sposi.

Il regista racconta: “La cosa più difficile è stata credere che fosse possibile, proprio difficile, perché proprio passare dalla tv, da una scrittura come quella ad affrontare un progetto così complesso, è stato complicato. La cosa più facile è stata farlo”.

Quello di Zalone è un film corale, pieno di ritmo, e con mille nevrosi che si sovrappongono.

Valeria Bilello dice: “Già i matrimoni nella realtà sono una bella messa in scena dove andare a ispezionare, a trovare delle cose divertenti, perché anche nella nostra vita quotidiana vediamo delle cose grottesche, e poi sì, è una bomba ad orologeria, perché c’è una mischia di parenti per cui può succedere sempre qualunque cosa”.

Luca e Paolo a proposito dei matrimoni dicono: “Conosco molte persone che come secondo mestiere fanno gli invitati ai matrimoni, ai compleanni, sono sempre invitati a qualche matrimonio. Però mi ricordo un matrimonio che è finito con una rissa al casello”.

“Io forse l’ultimo matrimonio a cui ho partecipato è il suo, pensa te”.

“Bene, 20 anni fa”.

I due sposini De Martino e Cicogna raccontano che, secondo loro, dopo la pandemia è riscoppiata una febbre da matrimonio, con tutti gli eccessi che ne derivano: “Guarda, secondo me, dopo questo periodo di stallo c’è un rebound, nel senso che per due anni non se n’è parlato più, io ora c’ho una serie di inviti a matrimoni, che anziché andare in vacanza dovrei girare per le feste dei miei amici, che però sanno già che io non andrò”.

“Io ho vissuto dei matrimoni ‘troppo’ prima, poi stallo, poi adesso è la guerra: è la guerra a chi lo fa con più giorni, partono il giovedì sera con ‘ci vediamo in piazzetta’, poi affittano la piazza del posto, poi il sabato si sposano, la domenica fanno un altro giro in barca con tutti: sono dei sequestri di persona i matrimoni. Poi casomai ritornano il lunedì, perché se va male il martedì divorziano”.

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