Il giovane di Padova vive un calvario di sofferenze indicibili a l’amico lancia un appello social

·3 minuto per la lettura
Antonio Pizzarella
Antonio Pizzarella

Quel che sta capitando ad Antonio Pizzarella, padovano di 26 anni, è incomprensibile: è stato colpito da una sindrome neuropatica che gli provoca inspiegabili “dolori lancinanti” e che lo ha portato a dire: “Voglio morire”. Un nome la malattia di Antonio a dire il vero ce l’ha: “sindrome dolorosa regionale complessa”. Si tratta di una patologia che da circa un anno e mezzo costringe Pizzarella in un letto vittima di dolori indicibili e impossibilitato a compiere qualsiasi attività. Eppure Antonio di attività ne potrebbe fare a iosa: è laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Bologna, tuttavia quel dolore neuropatico cronico gli ha troncato ogni velleità di affermazione sociale, anzi, gli sta resettando perfino la semplice voglia di vivere perché vivere così è come morire un po’ alla volta, morire soffrendo.

Antonio Pizzarella e la sindrome neuropatica che lo sta uccidendo di dolore: la speranza nei social

L’ultima speranza di Antonio per quel male misterioso a questo punto sono diventati i social. Come? Raccontando la propria storia e sperando che dal web spunti fuori qualcuno che possa aiutarlo. E ad aiutare Antonio in questo suo ultimo disperato tentativo ci ha pensato innanzitutto il suo amico Jacopo Esposito. Su Facebook ha scritto: “Antonio Pizzarella sta molto male. Soffre di sindrome dolorosa regionale complessa, e recentemente un’operazione chirurgica ha severamente complicato la sua situazione. Questo dolore neuropatico cronico lo sta costringendo a letto da ormai più di un anno e mezzo”.

La sindrome neuropatica di Antonio Pizzarella: l’appello su Facebook dell’amico Jacopo

Poi Jacopo spiega le tappe salienti del calvario dell’amico: “Antonio e i suoi genitori ne hanno provate tante: visite in molti ospedali italiani, medici esperti in materia che hanno dato le loro opinioni a riguardo, psicologi e psichiatri l’hanno visitato per escludere una patologia mentale. Infine, a gennaio 2021, un medico belga (un luminare in materia di nevralgia del pudendo) è venuto in Italia e l’ha operato al nervo pudendo, senza purtroppo nessun miglioramento. Le sue condizioni in questo momento sono critiche e cerca aiuto. Sia la sua famiglia che noi, i suoi amici, non sappiamo più cosa fare per aiutarlo”. Lo stesso Antonio aveva affidato ai social il suo grido di dolore: “Mi fa tanto male la faccia, la nevralgia si estende fino ai denti. Sto molto peggio di gennaio. Speravo di migliorare ma sono stato un idiota a non farmi curare a maggio-giugno quando le cose sono tornate a precipitare”.

Antonio Pizzarella e il suo disperato grido di dolore sulla la sindrome neuropatica: “Voglio morire”

E ancora: “Avevo paura di farmi curare dopo tutto quello che avevo passato e alla fine sopportavo. Ora no, ragazzi, ora proprio no. Sono disperato, nonostante il dolore lancinante oggi ho macinato km in casa perché non potevo più stare fermo ma ormai non posso né camminare né stare immobile. Ormai è troppo avanti. Mi hanno aumentato i farmaci al massimo ma niente, e questa volta non fanno più effetto i vari integratori. La carnitina non fa più effetto da quando il nervo si è reincastrato. Non posso più sentire alcun suono. Voglio morire”. È il motivo per cui il messaggio social di Jacopo ha il tono dell’appello disperato: “Ho la cartella clinica di Antonio completa di ogni esame, operazione, i farmaci utilizzati in questi mesi, infiltrazioni, agopuntura, la terapia farmacologica che sta seguendo in questo periodo. Posso inviare la cartella in privato a qualsiasi medico si dimostri interessato alla situazione. Ora sta a voi, dateci una mano, commentate, condividete, inviate su WhatsApp e Telegram questo post perché arrivi a più persone possibili”. Poi la chiosa: “Per condividere si impiegano pochi secondi, ma per Antonio potrebbe fare la differenza”.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli