Il Gip ha disposto il carcere per il minore che aveva ammazzato il congiunto in preda ad un raptus

Dopo l'omicidio il minore avrebbe condiviso le immagini su wathsapp
Dopo l'omicidio il minore avrebbe condiviso le immagini su wathsapp

Uccide il nonno colpendolo con sedia ed aspirapolvere, fa un video e lo mette su Whatsapp, il Gip del Tribunale per i Minori de L’Aquila ha disposto il carcere per il minore che aveva ammazzato il congiunto in preda ad un raptus. Il 15enne con problemi psichici di Bucchianico, in provincia di Chieti, secondo la toga è “meritevole”, anche a tener conto della giurisprudenza minorile volta al recupero, della massima custodia cautelare. Nel pomeriggio di venerdì 8 luglio il minore aveva aggredito il nonno con spaventosa violenza dopo una precedente lite con la nonna che gli rimproverava di stare troppo al cellulare.

Uccide il nonno colpendolo con sedia ed aspirapolvere

Il ragazzino aveva colpito il 78enne con una sedia e con un aspirapolvere, poi pare abbia filmato il tutto in un video messo su Whatsapp e questo mentre il nonno veniva trasportato all’ospedale di Pescara dove sarebbe morto. Il 15enne è indagato per omicidio volontario aggravato e nella mattinata di oggi, 11 luglio, un’ambulanza lo ha portato in aula dal policlinico di Chieti dove è ricoverato, piantonato dai carabinieri. Il legale del ragazzo, avvocato Roberto Di Loreto, ha detto: “Hanno applicato la misura carceraria ma più che altro per carenza sul territorio di comunità in grado di accogliere il minore nell’immediatezza. Questo anche per una garanzia nei confronti del minore e per ragioni di sicurezza e di incolumità”.

Il parere del legale: “Si deve curare”

E ancora: “Esiste quadro clinico problematico che necessita inderogabilmente di un percorso di cure che vedremo come garantire nell’immediatezza attraverso l’ingresso in una comunità idonea”. Poi la chiosa: “Il ragazzo è apparso in uno stato confusionale e non ha ritenuto di rispondere all’interrogatorio, ma probabilmente anche per una questione dovuta sia alla sua confusione, sia per il trattamento necessario ricevuto nella contingenza del caso da parte del servizio psichiatrico”.

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