Il giudizio degli americani sulla politica economica di Trump

Alessandro Galiani

Circa il 51% degli americani ritiene che le politiche di Trump abbiano aiutato "fortemente" o "in qualche modo" l'economia Usa. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dal Financial Times e dalla Fondazione Peterson, secondo il quale i rally del mercato azionario di fine anno e una forte crescita dei salari dei lavoratori Usa a basso reddito hanno contribuito a far crescere il favore dell'opinione pubblicana statunitense nei confronti della gestione economica dell'amministrazione Trump.

È la prima volta che la maggioranza degli intervistati ha segnalato il proprio sostegno all'agenda economica del presidente dall'ottobre scorso, quando il Ft e la Fondazione Peterson hanno iniziato a sondare le preferenze degli elettori americani. Il precedente sondaggio aveva infatti mostrato che solo il 44% dei probabili elettori riteneva che la politica di Trump avesse aiutato l'economia, mentre il 47% affermava che aveva danneggiato la crescita economica.

L'ultimo sondaggio, secondo gli esperti, è stato influenzato da una combinazione di più fattori: l'aumento dei salari minimi, i bassi tassi di interesse, bassi tassi di interesse, un miglioramento del mercato immobiliare e i rialzi di Wall Street, che hanno fatto crescere l'ottimismo degli elettori.

Netta resta comunque la polarizzazione politica. Soltanto il 19% dei democratici afferma che le politiche del presidente hanno aiutato l'economia, rispetto all'89% dei repubblicani, ma in compenso il 43% degli indipendenti ha promosso le politiche del presidente, rispetto al 33% secondo il quale sono state nocive, mentre il restante 24% ha dichiarato che le scelte di Trump non hanno avuto alcun impatto sull'economia.

La rilevazione Ft-Peterson ha anche mostrato che il sostegno alle politiche economiche di Trump è stato meno forte in alcuni degli Stati che sono stati fondamentali per la sua vittoria elettorale del 2016. Nel Wisconsin, dove Trump ha vinto con soli 23 mila voti, soltanto il 39% dei probabili elettori ha appoggiato le sue politiche, mentre in Pennsylvania e in Michigan, lo ha promosso il 46% dei futuri elettori.

Il sondaggio ha anche indicato che parte dell'attuale ottimismo economico degli americani potrebbe essere legato alla recente tregua nella guerra commerciale tra Usa e Cina, con oltre tre quarti degli americani che affermano di ritenere che le tensioni commerciali abbiano avuto un "molto forte" o "forte" impatto sull'economia statunitense.

Più nel dettaglio, il 46% degli americani ritiene che gli Stati Uniti non dovevano ricorrere alle tariffe nelle controversie commerciali con i loro maggiori partner commerciali, e un altro 31% ritiene che, sebbene le tariffe fossero state appropriate per la Cina, la guerra commerciale con Pechino sia durata abbastanza a lungo.

Solo il 23% crede invece che gli Stati Uniti debbano proseguire con una linea dura con Pechino, indipendentemente dalle conseguenze economiche. Mentre una grande maggioranza di americani pensa che le controversie commerciali abbiano danneggiato l'economia americana, molti meno ammettono di averne personalmente avvertito le ripercussioni e solo il 43% ha dichiarato che abbiano influenzato le loro finanze personali.

Infine, nonostante il mutato sentimento nei confronti delle politiche di Trump, il sondaggio FT-Peterson ha continuato a dimostrare che la maggior parte degli americani non si sente meglio finanziariamente rispetto a quando il tycoon è entrato in carica. Quasi i due terzi dei probabili elettori hanno dichiarato di non aver registrato miglioramenti, nonostante la continua forte crescita economica degli ultimi tre anni. Solo il 37% ha dichiarato di stare meglio finanziariamente, una percentuale che corrisponde a quella registrata nel sondaggio dell'ottobre scorso.