Il governatore del Veneto cerca di mettere in sicurezza l’estate e il Pil della regione

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Luca Zaia
Luca Zaia

Luca Zaia si pone il problema di un paese che ha nel turismo uno dei suoi contrafforti economici e lo fa su scala di governo territoriale come governatore del Veneto, perciò lo dice chiaramente: “Seconda dose in vacanza per i turisti italiani e stranieri”. Il nodo cruciale di questi giorni è evidente: come conciliare le necessità della campagna vaccinale con la mobilità che fa da sfondo alla stagione turistica in arrivo?

Luca Zaia non ha dubbi: “Seconda dose in vacanza per i turisti italiani e stranieri”. In ballo 10 punti di Pil

E Zaia la tocca piano ma non pianissimo: “Io non credo che ci sia quello che viene in vacanza per farsi la seconda dose del vaccino. Ma se un turista se la deve fare è giusto che glie la facciamo. E non soltanto agli italiani: se ci autorizzano, anche agli stranieri”. Il tema del turismo è vitale per il paese e fondamentale per il Veneto, dove il settore rappresenta oltre il 10% di un Pil complessivo da 160 miliardi. Poco da fare dunque, le regioni devono attrezzarsi ma rischiano di sparigliare le carte date dal generale Figliuolo.

Luca Zaia non ha dubbi: “Seconda dose in vacanza per i turisti italiani e stranieri”. Figliuolo perplesso

La linea del commissario pare chiara: invece di offrire vaccini a chi viene in vacanza è meglio programmare la vacanza sulla scorta del calendario vaccinale di famiglia; in un senso o in un altro il problema è complesso e attuale più che mai. Zaia si dice “convinto che i turisti vadano accolti a braccia aperte. Dobbiamo tutelarli e coccolarli in tutte le maniere. Il fatto che ci siano prenotazioni importanti significa che c’è un arretrato di voglia di Bel Paese che non vogliamo ignorare. Quante volte abbiamo parlato di vacanze sicure? È ora di dimostrarlo. Ricordiamoci che da noi vengono turisti fedeli, che quando tornano dalle nostre parti si sentono a casa. Un peccato perdere questo rapporto”.

Luca Zaia non ha dubbi: “Seconda dose in vacanza per i turisti italiani e stranieri”. Il rischio di “rompere l’orologio”

Il problema è che però adesso la macchina delle vaccinazioni sembra un orologio e il fattore vacanze potrebbe “rompere il giocattolo”. Zaia, che in questi giorni ha già messo in opera il “modello Cortina” non è d’accordo. “Ma no, non è da affrontare come una complicazione. Si rilascia un certificato che riporta il lotto del vaccino e poi il turista potrà far registrare la vaccinazione a casa. Semmai, dobbiamo smetterla di affidare le pratiche all’ufficio complicazioni affari semplici. Dobbiamo evolvere da questa nostra cultura: se tre amici un giorno giocano a scopa, il giorno dopo li trovi dal notaio per fare lo statuto di chi gioca a scopa. E per approccio, partiamo sempre dalla lista dei problemi”.